RUN BABY RUN!!!

Ai lettori di Cyberpunk Berlino2. Di cuore, grazie.

 

:<<Eccolo!>>
Nina quasi mi lascia sordo, si sbraccia come una pazza e indica un punto più avanti fra le macchine in colonna. È così agitata che nella foga tira un pugno al cruscotto facendo sfarfallare il display passeggero per un paio di secondi.
Provo a sporgermi dal finestrino per vedere meglio ma c’è troppa calca, Nina sembra leggermi nel pensiero. Sblocca il tettuccio della Nighter GT, balza in piedi sul sedile come uno scoiattolo e fa lavorare gli impianti ottici :<<Corsia a destra, una ventina di macchine più avanti. Direzione Soviet Distrikt>>.
Il countdown segna 8 primi e 24 secondi, impietoso come una ex tradita. Nina rientra e anche i suoi occhi si posano sul timer rosso, mi mordo il labbro inferiore dal nervoso :<<È bloccato nel traffico?>>
Nina annuisce, i nostri sguardi s’incrociano per un secondo e mi sento pieno come se avessimo fatto mezz’ora di conversazione.
Tamburello le dita sul volante e appena si crea un varco a destra mi ci butto. Nina segue il filo del pensiero e mi sorride, posa il frappè corretto con una robusta dose di powerball nel porta bevande e attiva il risucchio del bicchiere che si attacca a ventosa sul fondo.
Ci muoviamo solo di qualche metro, il traffico nel Terzo Anello è sempre più opprimente, il countdown sembra correre sempre più veloce e le nostre possibilità di successo si riducono. Cerco la corsia d’emergenza con lo sguardo, ma sono costretto a soffermarmi sul fisico della mia navigatrice.
Nina è bella, piccola e leggera proprio come uno scoiattolo, non è un caso se tutti la chiamano “Nina la Regina”, riesce ad essere eccitante pure quando sputa per terra. Nella mia testa si apre una psichedelica finestra pop-up fatta di sesso, droga e tanti piccoli marmocchi frignanti. Sono un uomo dotato di una grande fantasia lo ammetto.
Sfortunatamente stavolta Nina non segue il mio pensiero, inserisce una serie di chiavette nel computer di bordo poi torna su di me :<<Sei sicuro?>> mi accarezza la spalla, più che domandare mi supplica di esserlo. Non dico niente, annuisco e basta, lei si lascia andare ad un gemito di piacere. Solleva con le dita due grossi lembi di pelle sintetica all’altezza dei polsi rivelando una serie di slot USB, allunga due cavi retrattili che escono da sotto il monitor passeggero e li inserisce nelle prese, il cavo blu lo mette nel polso di destra, quello rosso a sinistra.
La procedura di download dura 3 secondi e 86, in quel lasso di tempo Nina è come una bambola riversa sul sedile, e io ne approfitto per mangiarla con gli occhi.
Appena la pupa ricomincia a muoversi faccio scivolare la macchina nella corsia proibita e inizio ad avanzare a passo d’uomo.
Nina trema come una foglia mentre cerca di forzare il firewall del nostro amico attraverso la connessione cerebrale.
Per un paio di volte la vedo perdere e ritrovare la personalità in mezzo al traffico dati, mi hanno sempre fatto una paura fottuta le connessioni cerebrali dirette.
Di botto s’irrigidisce tutta, ribalta gli occhi e dalla bocca emette il suono continuo di una vocale strozzata. Blocco la macchina, accendo i segnalatori d’emergenza e mi butto su di lei in preda al panico. Un violento spasmo muscolare la sconvolge da capo a piedi, ne seguono altri due d’intensità sempre maggiore, per un attimo ho il terrore che le si sia fritto il cervello.
Invece si riprende, gli occhi tornano nella posizione corretta, punta l’indice verso il parabrezza e mi ringhia addosso :<<È uscito cazzo. Muoviti!>> seguo il dito, indica una Mustang XS in piena accelerazione sulla corsia d’emergenza. Eccolo, il nostro uomo.
Schiaccio l’acceleratore che va giù tutto fino a battere sul finecorsa, poi lo tengo lì. La Nighter GT è una macchina responsabile, per due frazioni di secondo ignora il comando e mi da il tempo di ripensarci mentre il motore elettrico si lagna come un gatto appena sveglio. Per due frazioni di secondo invece di muoversi l’auto sembra quasi galleggiare nel vuoto mentre accumula energia. È una macchina davvero responsabile, ma io il piede non lo tolgo. Nina stringe i denti e si butta in avanti cercando di puntellarsi e di piantare le unghie da qualche parte, ci prova almeno.
Gli pneumatici arpionano l’asfalto e scaraventano il mondo intero dietro di noi, Nina viene sbalzata fino ad incassarsi nel sedile. Mi sento come se un Titano dopo avermi accudito fra le sue amorevoli mani avesse di punto in bianco deciso di scagliarmi nella stratosfera.
È terrificante, e fighissimo.
Non riesco quasi a respirare, mi aggrappo al volante con gli occhi che vorrebbero schizzarmi fuori dalle orbite. Nina rantola senza fiato come una Doll al settimo orgasmo, fra uno spasmo e l’altro mi sembra di sentirla ridacchiare come può, credo abbia raggiunto anche l’ottavo.
-6 primi e 22 secondi.
Voliamo a 394 chilometri orari sul ponte in salita, quando la pendenza s’inverte la macchina quasi si stacca dal suolo e ci proietta di sotto nel Formicaio. Nina la Regina è fuori controllo, caccia uno di quei gridi che fanno i cowboy durante i rodei e mi molla uno schiaffo sulla gamba :<<Oddio come sto bene! Andiamo a prenderlo baby, andiamo!>>
Nina I love you!
Le vetrate cremisi delle Gemelle Rosse svettano sulla cittadella sovietica, Il quartiere è una bolgia infernale di luci al neon e ologrammi pubblicitari che fremono e s’aggrappano alle linee verticali dei grattacieli stile Moskova.
Ci spariamo l’intero ponte in corsia d’emergenza senza che nessuno provi a fermarci, arrivati in fondo il nostro nuovo amico ha perso quasi tutto il vantaggio che aveva, forse sta mollando.
-Connessione stabilita-
Benedetta voce di servizio, per una volta mi sei simpatica. Nina cambia approccio, traccia una serie di segni con le mani come una strega di Fantasy Simulator Five e apre una serie di menù olografici.
È solo un attimo. Le mani di Nina poi subito la strada, sbatto le palpebre, Mustang XS scende dal ponte in un esplosione di scintille, inchioda e pennella la curva della sua vita.
Una svolta a destra pazzesca che mi manda lungo. Infinitamente lungo.
Allargo e sterzo, con tutto quello che ho. La Nighter scivola sull’asfalto come fosse ghiaccio, gli planiamo in coda, per un folle istante a separare le auto c’è solo la mano di San Nicola che passa fra i paraurti. Poi la scivolata continua, tre corsie bucate senza impatti e mettiamo il culo in piazza Lubjanka.
-Connessione Interrotta-
Non sai quanto ti odio voce di servizio.
Nina ruggisce, i software ricalcolano gli assetti macchina, reagisci maledetta! Il Soviet Distrikt è un’immagine ferma, una foto in bianco e nero paralizzata a osservare la nostra follia. Domani saremo su tutti i Network di SponsorCity, saremo gli eroi di Berlino2 per 24 ore.
-4 primi e 14 secondi
Carpe Diem. Le ruote s’incollano al suolo, con un paio di strattoni spaccabraccia riporto il muso in traiettoria e apro a manetta. Non è ancora finita amico mio, non ancora.
Torniamo in strada trascinandoci dietro il crepitio del fulmine, fulmini cazzo, ecco cosa mancava! L’impianto RealMusic capisce cosa intendo e reagisce al pensiero, seleziona Lighting Strike dei Judas Priest e la spara a volume 70 mentre tagliamo la rotonda PrismaTek con una manovra da reclusione.
Nina mantiene il tracciamento e mi guida nella caccia, adesso è uno slalom senza pietà.
Semaforo rosso.
:<<Neanche morto!>> Scaglio la Nighter a cavallo fra le corsie, accelero e faccio tutto ciò che posso fare per restare vivo. Prego.
Chi o cosa io abbia pregato davvero non lo so, ma è Nina a rispondere alla sacra chiamata :<<Beccatevi questo!>> si butta nel polso un’altra chiavetta e sgancia una crackbomb che spegne l’intero incrocio. È un delirio di frenate e tamponamenti da cui usciamo illesi a 208 chilometri orari.
Diavolo, conoscendo l’umorismo Soviet qui ci siamo appena giocati il carcere a vita. Non voglio guardare dietro il casino che abbiamo lasciato, neppure c’è tempo per pensarci in realtà. Lo scherzo del semaforo ci ha fatto recuperare, Mustang XS è di nuovo in vista. Taglia la strada ad un furgone e ci prova di nuovo, mette a segno una curva secca a sinistra che ci butta dentro una Neon Street spigolosa, fumosa e malsana come le idee dell’antico regime. Una volta mi freghi, due no. Riesco a cogliere la faccia di un tizio sbiancare e deformarsi per la paura mentre gli passiamo davanti con il motore che ulula al limite dei giri. Sorrido, sarà un ricordo indelebile per entrambi.
Sfrecciamo come pazzi fra una foresta d’insegne luminose e le bancarelle di cibo automatizzate, l’asfalto sudicio riflette le luci al neon in tanti piccoli arcobaleni oleosi, la strada si restringe e sembra quasi voglia chiudersi sopra di noi. Sullo sfondo le Gemelle Rosse sono un immenso orizzonte di vetro tinta sangue di popolo.
-Connessione Stabilita-
-2 primi e 44 secondi
Toc Toc. Siamo tornati stronzo!
I menù virtuali nella postazione di Nina lampeggiano in verde e si riavviano tutti insieme, la Runner esulta e torna ad immergersi nella connessione a corto raggio. Giriamo attorno al Krojetski Center creando il panico fra la gente ammassata sui marciapiedi e tagliamo la svolta finale passando sotto le gambe di una spogliarellista olografica alta più di 8 metri. Un personale tributo alle pubblicità LEROTIKA.
:<<Firewall abbattuto, non perdere il contatto!>> la mano di Nina mi accarezza la gamba. Non ci penso nemmeno tesoro mio. Lo faccio per me, per te, e per i nostri futuri marmocchi frignanti.
-1 primi e 59 secondi
Lampi blu a ore 6, maledetti sbirri del cazzo! RealMusic accetta il suggerimento: Breaking the Law, volume 90.
Non mi aspettavo arrivassero così in fretta. Nina è tornata dentro, si mette male. Davvero male. Scarica di scintille davanti a noi, sobbalziamo su una rampa metallica provvisoria ed entriamo in tangenziale. Non ci mollano cazzo. Nina riacquista coscienza, si guarda intorno spaesata, non credo si renda conto di cosa sta succedendo :<<Nina ci sei? Hai fatt… >> ribalta gli occhi e se ne va di nuovo. Cazzo!
-0 primi 44 secondi
Abbiamo tutto il distretto attaccato al culo. Un piccolo freeze nel quadro comandi, messaggio critico sul monitor principale.
ATTENZIONE: RILEVATO TENTATIVO D’INTRUSIONE
Ci stanno entrando nel sistema di guida. Dobbiamo toglierci dal cazzo, e subito!
Nina inarca la schiena come se volesse spezzarsi a metà, boccheggia a vuoto un paio di volte, trova un respiro che le mancava chissà da quanto e finalmente emerge dalla connessione :<<Sorpassa quel bastardo!>> la sua voce filtra appena fra le bordate di chitarra elettrica.
Breaking the law
Breaking the law
Non c’è più scelta ormai, con l’immagine di una squallida cella Soviet davanti agli occhi faccio come dice la mia NetRunner. Un veloce giochetto di piede per costringere il programma a scalare una marcia e mi butto in scia, Nina stacca il cavo blu dal polso.
Su ogni display della Nighter si materializza il fottuto muso di un coniglio rosa che ci saluta divertito, e ride di noi.
Fanculo Rabbit di merda! Stringo i denti, prendo velocità, deglutisco, un’ultima vampa di gloria. Esco a sinistra, lo affianco, Nina si attacca al finestrino, alza il dito medio in faccia al nostro amico e stacca il cavo rosso. Il coniglio svanisce dagli schermi.
3…
2…
1…
Il Rabbit si attiva nel ventre molle della Mustang XS che resta subito indietro, il virus si riproduce e divora i software dall’interno, la macchina strattona, l’impianto luci salta e tutto il motore si spegne subito dopo. La sua corsa finisce in pasto agli sbirri che in pochi secondi gli sciamano addosso. Quasi mi dispiace.
Nina esplode in un grido liberatorio :<<Abbiamo vinto cazzo! Abbiamo vinto!>> per un pelo non scoppia a piangere, recupera il frappè dal portabicchiere e lo cala giù tutto in un unica soluzione, la Regina è tornata. Con ancora l’adrenalina che mi scoppietta nella testa usciamo dal distretto Soviet in meno di 5 minuti. Le guardie russe avranno un bel po’ di burocrazia da svolgere prima di riuscire a prenderci, e a quel punto sarà troppo tardi.
Una pioggerella leggera comincia a scendere su Berlino2, spengo le telecamere e stacco la connessione alla piattaforma streaming. Lo spettacolo è finito.
È un peccato, ma considerata la natura non troppo legale dell’evento non esistono premiazioni, cerimonie o bagni di folla per noi giocatori di VIRUS, sarebbe troppo rischioso per tutti. L’Organizzazione si congratula con un breve messaggio video e ci riempie i wallet di crediti freschi. Ci mette a posto entrambi per un bel pezzo. Io e Nina siamo davvero una grande squadra, anche lei sembra della stessa opinione, mi da un bacio sul collo e mi chiede se voglio andare da lei a festeggiare la vittoria.
Cazzo, certo che voglio!
Comincia la notte più folle di tutta la mia vita.