S04E11 GIÙ NEL CYBERSPAZIO

Stretching. Decide di provare a rilassarsi così. Non serve a nulla, ma almeno si tiene impegnata per un po’. Automa è ancora KO, non le resta che Karl a cui rivolgersi «Ehi. Devo immergermi nel Net.»

Karl la guarda solo per una frazione di secondo «Ma vaffanculo!» Sbotta e spegne l’olografia prima che la scritta GAME OVER diventi troppo grande.

«Scusami tesoro. Dicevi?»

«Devo fare una corsa nel Net. Vado in immersione.»
Karl la squadra per un attimo, più serio del solito «È pericolosa quella roba?» mugugna.
Catherine scuote la testa «No, è tranquillo. Però devi tenere sotto controllo Automa finché sarò dentro. Ti prego.»
Karl le appoggia un dito meccanico sulla gamba «Tutto qui?»
«Potrei metterci del tempo, non staccate per nessun motivo la connessione. Se qualcosa non funziona ci pensa il sistema a farmi uscire. Diglielo, se si sveglia.»
Automa ha assunto una posa da sceriffo in dopo sbronza. Karl la spinge un pochino indietro con il dito «Mi sa che ha finito».
Catherine si gira, Bodian sta resettando le password della postazione.
«Niente casini e niente interruzioni, chiaro?»

Karl le fa un occhiolino «Messaggio ricevuto.»

Catherine siede sulla poltrona, indossa il visore sulla fronte e aggiusta la lunghezza delle stringhe. Bodian le passa l’inalatore; lo prende e sistema la mascherina sotto il naso. Inserisce i tubicini e si assicura di avere una piena libertà respiratoria.
«Possiamo andare quando vuoi.»
Catherine serra le mani sui braccioli di plastica ruvida «Andiamo.»
«Adesso svuota i polmoni, e inspira più forte che puoi. »
Catherine abbassa il visore e fa un paio di respiri fondi, poi svuota tutto e riempie. La fiala rilascia la sua bomba chimica a pieno potenziale. Una fragranza pungente e dolce le congela il cervello.
«Ancora Catherine!»
Riprende fiato, e inala di nuovo. Stavolta il Solvente arriva fino al cervelletto, sente la corteccia cerebrale diventare liquida.
«Ultimo, vai!»
Esegue, qualsiasi cosa significhi.
Ora è tutto buio. Non è spaventoso, è solo un letto di profonda oscurità. Da qualche parte alla sua sinistra riesce a sentire il rumore incessante del traffico dati; ben oltre la sua portata visiva. Cerca di muoversi in quella direzione, di sincronizzare il pensiero alle vampe del Solvente per raggiungere la connessione iperveloce.
In breve perde la cognizione del tempo, dello spazio, di qualsiasi ordine apparente.  Ancora esita e prova a risalire la china della connessione, poi s’arrende. Si concentra sui codici d’innesco, e richiama il CyBrain come fosse una bussola.

La mole di calcolo del device neurale arriva in corsa e la solleva come un’onda di piena. Una scintilla ipertesa la scaraventa nel sistema, ben oltre la patina grafica; il Solvente scioglie il pensiero in codice binario, e lo trasferisce già codificato nel CyBrain. Ora è un tutt’uno con il flusso di dati.

Primo Nodo di Collegamento Interno:

C:/>DATA.NET P1821.16 SYSTEM-LOADED
C:/>DATA.NET P1822.16 SYSTEM-LOADED
C:/>DATA.NET P1823.16 SYSTEM-LOADED
C:/>DATA.NET SYSTEM ERROR-MMODE ACTIVE/WARN.RABBIT-HOLE.
C:/>DATA.NET P1825.16 SYSTEM-LOADED
C:/>DATA.NET P1826.16 SYSTEM-LOADED

… RUN!!!

Secondo Nodo di Collegamento Interno:
C:/>DATA.NET P1821.17 SYSTEM-LOADED
C:/>DATA.NET P1822.17 SYSTEM-LOADED
C:/>DATA.NET P1823.17 SYSTEM-LOADED
C:/>DATA.NET EMPTY SPACE…
C:/>DATA.NET P1825.17 SYSTEM-LOADED
C:/>DATA.NET P1825.17 SYSTEM-LOADED

… RUN!!!

Il CyBrain trascina Catherine di prepotenza fino al margine più periferico del Network; poi apre i Gateway e la spinge fuori, mentre lui s’aggancia alla trama del Net.

Primo Nodo di Collegamento Esterno:
HEX://SERVER JP421-NAVIGATION MODE
HEX://SERVER JP421-NAVIGATION MODE
HEX://SERVER JP421-NAVIGATION MODE
HEX://SERVER JP421-NAVIGATION MODE
HEX://SERVER CRASH-NO INPUT SIGNAL
HEX://SERVER JP421-NAVIGATION MODE

… RUN!!!

Secondo Nodo di Collegamento Esterno:
HEX://SERVER JP422-NAVIGATION MODE
HEX://SERVER JP422-NAVIGATION MODE
HEX://SERVER JP422-NAVIGATION MODE
HEX://SERVER CRASH NO INPUT SIGNAL
HEX://SERVER CRASH-NO INPUT SIGNAL
HEX://SERVER JP422-NAVIGATION MODE

… RUN!!!

Terzo Nodo di Collegamento Esterno:
HEX://SERVER CRASH-NO INPUT SIGNAL
HEX://SERVER JP423-CORRUPTED
HEX://SERVER JP423-NAVIGATION MODE
HEX://SERVER CRASH-NO INPUT SIGNAL
HEX:// SERVER CRASH-NO INPUT SIGNAL
HEX://SERVER JP423-NAVIGATION MODE

… RUN!!!

Quarto Nodo di Collegamento Esterno:
Quasi. Un’ombra scura la intercetta di lato e la falcia all’altezza delle gambe. Catherine viene sbalzata in aria, per poi ricadere e rotolare fuori traiettoria. Si ferma in un piano numerico intermedio. Il CyBrain capta una presenza ostile, Catherine s’irrigidisce tutta e blocca il flusso d’informazioni; il device cerca di spingerla ancora. Resiste. Davanti ai suoi occhi la realtà virtuale si squarcia verso un piano vuoto. Una massa scura la colpisce in pieno petto, L’avatar si sbriciola e si ricompone in un fascio di luce, è inerme. Una mano enorme la prende per i capelli e la getta di faccia nel Net.
Catherine buca in picchiata 18 livelli e finisce distesa su una pianura di Banner fucsia della Killa-Cola. Si rialza. L’ombra plana dall’alto su di lei; il device neurale apre una porta codificata a un paio di passi di distanza. Si getta dentro.
Corre all’impazzata lungo un corridoio delimitato da neon azzurri, alle sue spalle sente dei botti intermittenti, simili a tuoni. Il CyBrain rovista nell’archivio d’emergenza, una serie di pop-up d’errore le flashano negli occhi. Qualcosa lo blocca, le librerie offensive sono inerti, avviluppate in una ragnatela software. Il device lavora nel backspace per forzare il blocco.
Di sicuro è questo che ha fatto saltare Bodian, una Deadline di sicurezza texturizzata. I tuoni deviano il percorso e spariscono oltre l’orizzonte. Rallenta il passo, è tornata indietro fino al Secondo Nodo Esterno. Il CyBrain ha creato il passaggio alternativo.
Sorpassa il gate e prova a risalire la corrente come una stringa anomala: seguendo la scia di un checkpoint di controllo.
Questa strada Bodian di sicuro non l’ha provata. Il sistema la carica senza intoppi. Scatta in avanti e arriva al punto di controllo, il sistema la carica senza intoppi. Ancora scatta nello stesso punto di controllo, lo passa e il sistema la carica senza intoppi. Come in un loop, una maledetta trappola. La Deadline è vicina, ora sente il suo respiro pesante appena oltre la soglia grafica. Il CyBrain capta una malformazione nell’ambiente e spacca la sua immagine in centinaia di account fasulli. Dal vuoto una sciabolata improvvisa taglia l’etere distruggendoli quasi tutti. I pochi rimasti in piedi si dileguano nel Net. Occhi laser bruciano gli avatar in fuga alla ricerca di Catherine.
Deve scappare. Sempre più a fondo, sempre più giù nel Cyberspazio; con il cuore che le esplode nel petto.

Passa in rassegna centinaia di migliaia di Horb dati, poi prende una deviazione verso un sub-livello di calcolo. Dissimula la propria forma e cerca di confondersi nel groviglio dei codici che dissolvono contro il nero della schermata. Corre a lungo nel labirinto, ogni tanto si ferma per rilasciare dei semplici algoritmi in ulteriori punti di collegamento. Non passano neanche quelli, o tornano indietro, o restano incastrati nel loop della Deadline. Avanza con precisione meccanica; come una macchina scrive e invia. Continua così finché non va a sbattere sulla muraglia metafisica di un server criptato. La foresta di stringhe verdi scricchiola intorno a lei, in lontananza una porzione illuminata si spegne, poi un’altra più vicina. Catherine studia la complessa architettura virtuale del muro in cerca di un varco, non ve ne sono. Si guarda indietro, un’altra porzione di codice svanisce nel buio, il tempo stringe.

Si fa coraggio e chiede al CyBrain di farla passare. Il device analizza i suoi pensieri e sovrapporsi ad essi; si sforza di non oppone alcuna resistenza. In breve il CyBrain si fonde per intero con le sua corteccia cerebrale. Il software di analisi riconosce l’architettura del server e le coordinate di destinazione, poi la trascina oltre la barriera.
BENVENUTA!!
CRYPTOSERVICE CY CORE-FORMICAIO LEVANTE.
UTENTE: MadCath猫
STATUS: CLIENTE GOLD
La crack tiene; nessun programma corporativo rileva il suo ingresso clandestino, né il fatto che lei uno status Gold non lo ha mai avuto.
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