Boom, ciao 2023!
Il primo editoriale dell’anno dovrebbe essere quello che viaggia a cavallo fra passato e futuro più che sostare nel presente. Si tirano le somme, e s’impostano poi le rotte verso i nuovi impegni, i famosi “buoni propositi”.
In buona parte non lo facciamo, voglio raccontarvi invece un paio di situazioni che ho nel cervello.
Il mio anno non l’ho iniziato proprio benissimo, mi sono scontrato con una specie di blocco di catrame nei polmoni che mi ha debilitato pure a capodanno, e che ancora oggi mi opprime. Ho sentito che non sono l’unico, anzi, questa cosa ha colpito e falciato in massa.
Comunque, sono vivo e ora immagino che vogliate sentire parlare di cose più interessanti.
Si, alla fine l’intervista l’ho fatta davvero, e sapete cosa? Mi è piaciuto farla.
A parlare con Simone mi sono molto divertito, ne ho ricevuto tantii spunti interessanti, e ho cercato di trasferirli a voi nell’articolo (sezione NEWS, INTERVISTE).
La mia non voleva essere un’intervista classica, ma piuttosto un salotto di dialogo fra autori. Un luogo in cui ci si conosce fra persone che condividono qualcosa, e che per questo possono affrontare discorsi a margine del genere, scambiarsi opinioni, trovare punti di contatto. In questa prima esperienza credo di esserci riuscito, nei prossimi mesi riprenderò alcuni degli argomenti affrontati con Simone, e cercherò di sviscerarli meglio, entrando di più nel dettaglio. La community Cyberpunk italiana è più estesa di quanto non si pensi, esplorarla è la nostra missione. Personalmente non vedo l’ora di rifare il tutto con un nuovo ospite.
Da noi a Berlino2 nel frattempo ormai siamo agli sgoccioli per il ritorno di Catherine (domani), e sono molto contento di questo per 3 motivi:
Il primo è che abbiamo fatto un moto di rivoluzione attorno alla storia, superato un traguardo fondamentale, e ora stiamo tornando a lavorare sulla Stagione1.
Il secondo motivo è l’avere la possibilità di applicare tutto ciò che ho imparato in questo viaggio anche sulle Stagioni, avevano davvero bisogno di un salto qualitativo.
Il terzo è che Catherine è un personaggio che mi affascina da morire. La sua storia ora va a complicarsi parecchio, e questa per me è la più grande dichiarazione d’amore che potessi farle.
Ah, voglio svelarvi una piccola curiosità: l’aspetto fisico di Catherine è ispirato a una persona realmente esistente. Quindi si, da qualche parte nel mondo esiste una modella di Catherine in carne e ossa.
L’ultimo pensiero dell’editoriale mi tocca dedicarlo a questa guerra che ha monopolizzato (giustamente) i discorsi degli ultimi mesi. È già quasi un anno che ci siamo in mezzo, e le cose non sembrano ancora migliorare. Non voglio girarci tanto intorno, la mia posizione è netta fin dal 24 febbraio scorso: condanna. Per i morti (di entrambi), per il circo creato dalle autorità russe, per la distruzione, per il terrorismo (non dite cazzate, minacciare ritorsioni atomiche è terrorismo al 1000%), per quelli che inventano teorie a fini di visibilità, e per quelli che li elevano a santoni. È tipico del nostro paese creare santi a caso, attorno a figure che parlano senza dire nulla. Spero che almeno tutto questo disagio porti a una svolta totale, non so dire in che maniera perché non ho le competenze per farlo, ma ne abbiamo davvero bisogno. Ci sono molte sfide in atto, dal climat change al rifiorire di queste nuove mezze dittature, tornare indietro a “come era prima” significa preparare le basi per un’Ucraina bis. La mia personale opinione è che dobbiamo essere meno ipocriti e staccarci da questi regimi che in modo o nell’altro piacciono tanto alle democrazie, invecedi creare rapporti clientelari o di sudditanza verso di loro, che abbiamo ben visto a cosa ci hanno portato.
Ho seguito questa guerra quasi giorno per giorno, dalle azioni sul campo fino alle dichiarazioni stampa, dalle teorie degli sciamani fino ai colloqui fra capi di stato. Ho ascoltato e capito un sacco di cose, mi sono nutrito di concetti e li ho assimilati fino a farli diventare parte di me. E poi succederà che in qualche maniera quei concetti arriveranno rimaneggiati anche a Berlino2, perché Berlino2 sono io, e quando cresco e imparo cose, di riflesso faccio crescere tutto il mondo che coltivo.
Difficile trovare qualcosa di positivo in una guerra, vero? Infatti non è una cosa positiva, ste cose ci avrei messo sicuramente più tempo, ma le avrei imparate uguale.
Io spero solo che finisca per tutti quei poveretti che si trovano costretti a essere lì a combattere : chi per la propria casa e libertà, e chi perché non aveva scelta. E spero anche che una volta finita si cerchi di lavorare in modo che non succeda più. Le guerre non sono mai giustificabili, chi oggi dice: “eh ma gli americani in Iraq…” sono gli stessi che la prossima volta per coerenza dovrebbero dire “eh ma i russi in Ucraina”. Poi magari non lo fanno neppure, perché la loro è solo una scelta ideologica e politica, e queste due se ne fregano della coerenza. Però resta il concetto: giustifica. Io invece prima ho scritto che la mia posizione è di ferma condanna. Quindi si, ovvio che sono in conflitto intellettuale con sta gente. Del resto ormai ci siamo in mezzo, prendiamo sta mazzata e facciamo in modo che non accada più. E se dovesse accadere a parti invertite beh, il primo coglione che viene a dirmi che gli americani fanno bene a invadere qualcuno, perché “eh ma i russi in Ucraina…”, becca un calcio nel culo che vola fino a Kherson.
Sempre simpatico no? Va beh, le cose oggi viaggiano così, spero che il vostro inizio sia stato migliore del mio.
Detto ciò, non mi resta che farvi gli auguri.
Appuntamento a domani con il primo episodio della Stagione4.
Ciao amici, tanti auguri.