SPECIALE: NET & GABBIA

Per sviscerare un argomento complesso come quello della connettività di CB2 bisogna armarsi di pazienza, e andare con molta calma.
Cominciamo intanto a definire cos’è il Net, e cosa invece è la Gabbia.
Internet come noi lo conosciamo in CB2 non esiste più, è stato sostituito dal Net, una forma di connessione molto più stratificata, rapida e immersiva rispetto a quella del predecessore cui siamo abituati. Tutta l’umanità è ora collegata attraverso questo sistema, ogni singolo dato, ogni singola operazione virtuale passa per forza di cose attraverso le maglie della Rete Net.
La Gabbia invece arriva più tardi, ed è un sistema subordinato e parallelo rispetto al Net stesso. Per spiegarlo molto alla profana e rendere l’idea, si può dire che la Gabbia sia la figlioccia minore della Rete Net, un ritaglio della stessa.
Perché ci sono due sistemi diversi ma collegati? Per capirlo dobbiamo tornare indietro nel tempo fino agli anni delle “guerre civilizzate”. In questo periodo internet è letteralmente sconvolto dal primo e unico conflitto virtuale nella storia dell’uomo. Il sistema economico mondiale, già marcescente di suo, viene travolto dallo scandalo finanziario della Yoma-14, una società per azioni posseduta da una compartecipata di tre diverse corporazioni.
Le società colpite dallo scandalo iniziano a rimbalzarsi le responsabilità, e così facendo trascinano dentro la tempesta nomi di persone insospettabili. È l’inizio dell’effetto domino più famoso della storia. In poche settimane il crollo di una società minore come la Yoma-14 riverbera per tutto il mondo ultraglobalizzato, il mirabolante effetto diapason della crisi finanziaria e le investigazioni a esso collegate svelano una ragnatela di illeciti ramificata ed estesa ben oltre l’immaginabile. Viene presto a galla un circuito di “operazioni sporche” che cresce fino a scardinare e distruggere gli asset economici planetari.
Internet diventa quindi un vero e proprio campo di battaglia, un luogo da cui attingere informazioni sensibili per poterle poi scagliare contro gli avversari del momento. Mentre i piccoli risparmiatori frodati e ripuliti montano le proteste in strada, all’ombra dei palazzi corporativi eserciti di hacker si confrontano senza tregua per occultare o riportare alla luce documenti piccanti.
Nel tentativo di fermare questa specie di massacro economico le autorità politiche (anch’esse largamente coinvolte in numerosi scandali) intervengono a più riprese per limitare e deviare il flusso d’informazioni. Internet perde presto di credibilità, e come sempre accade a farne le spese sono soprattutto i comuni cittadini, quelli che non possono permettersi di assoldare gruppi di specialisti per aggirare le nuove restrizioni.
A questo punto sappiamo che il gruppo di hacker destinato a far crollare internet è già in attività. Su di loro si hanno pochissime informazioni, lavorano in incognito per diverse corporazioni e organizzazioni con risultati sempre più esaltanti, finché non decidono di mettersi in proprio. Sulle reali motivazioni dei futuri NetFlyer si specula ancora oggi, nessuno sa se dietro le loro imprese ci fosse solo la ricerca del vile denaro o anche qualcos’altro, qualcosa di più profondo. Le scelte e le azioni audaci del gruppo lo portano però ad esporsi, e ad attirarsi le attenzioni di un numero sempre crescente di nemici potenti.
Per la cupola politica che mantiene l’ordine costituito diventa quindi prioritario far sparire per sempre questo team di schegge impazzite, che con i suoi dossier diventa ogni giorno più conosciuto e pericoloso. La Grande Caccia (the Big Hunt) dura per anni interi, nel frattempo le Guerre Civilizzate proseguono alternando periodi di tregua a momenti di estrema tensione e violenza che finiscono poi per rovesciarsi nelle strade.
Quando finalmente si arriva a un punto di svolta nella caccia, e le autorità cominciano finalmente a stringere il cappio attorno al collo del Gruppo Zero (nome affibbiatogli dalle testate giornalistiche dell’epoca), ecco che l’imprevedibile gruppo compie la più importante delle sue azioni criminose. Conscio di aver perso terreno e di essere ormai braccato, il Gruppo Zero diffonde nel web un virus mai visto prima. Il software di loro concezione in poche ore di libertà riesce prima a svuotare tutti i server di sistema, e poi a recidere una per una tutte le interconnessioni che viaggiano fra un computer e l’altro. Una volta azzerato il vecchio sistema internet e cancellato di conseguenza ogni traccia del loro passaggio, i membri del Gruppo Zero passano al piano di ricostruzione, e diventano a tutti gli effetti i NetFlyers di prima generazione. La tecnologia usata per dare forma al Net resta un mistero, in quanto le spoglie mortali dei NetFlyers di prima generazione non vennero mai ritrovate, così come non vennero mai scoperti i loro rifugi e i loro segreti. Si pensa abbiano usato dei macchinari di produzione propria, e che grazie a essi siano riusciti ad avviare il ciclo di connessione perpetua che ha formato il Net.
Un ciclo di connessione perpetua è di per sé una trappola mortale, in quanto una volta avviato non è più possibile tornare indietro alla realtà, con tutte le conseguenze del caso. Tuttavia si continua a raccontare che i NetFlyers di prima generazione, i più brillanti fra tutti gli hacker, sopravvissero anche a quello. Leggenda vuole che le loro menti vennero codificate e inserite nella trama stessa del Net suddivise in piccoli segmenti. Tuttavia alcuni sostengono che non ci siano prove riguardo questa frammentazione d’identità, e che di conseguenza i NetFlyers sono ancora digitalizzati all’interno della rete in maniera senziente, chiusi in una specie di limbo d’immortalità. Altri ancora sostengono che non sono mai esistiti, ma non è il caso di parlarne qui.
Il collasso del sistema Internet determina per forza di cose anche la fine delle guerre civilizzate, e provoca un generale periodo di forte regressione e instabilità mondiale. Tutto ciò dura finché il nuovo sistema Net non inizia a venire masticato e digerito dall’utenza, fino a diventare di uso comune.
Oggi il Net è una specie di enorme pool di complesse strutture virtuali senza una gestione apparente. Il sistema disposto a livelli può essere attraversato sia in orizzontale che in verticale a seconda delle abilità dell’utilizzatore. Il Net è considerato una zona libera, come se fosse un infinito territorio di Frontiera che sfugge alle leggi delle normali giurisdizioni.
Come fanno quindi le corporazioni a tenere i loro dati al sicuro? Semplice, le corporazioni (e tutte le aziende che desiderano tutelare i propri dati) si affidano a server privati, sia per le comunicazioni interne che per l’archiviazione vera e propria. Sono circuiti chiusi in cui non è possibile entrare se non forzando direttamente il sistema attraverso l’hardware, o attraverso una crack del segnale. Solo quando due corporazioni vogliono comunicare fra loro i rispettivi server vengono collegati al Net permettendo il passaggio di informazioni.
E la Gabbia? Calma e pazienza, ci arriviamo.
Dagli anni della formazione del Net è passato circa un secolo, in questo lasso di tempo l’utenza del Net si è divisa in 3 macro categorie:
– NetWalkers, sono il corrispondente dell’utente medio, usano il Net per semplici operazioni o per divertimento, senza ricorrere a forzature.
-NetRunners, equivalenti agli hacker odierni i runner la sanno lunga in fatto di connessioni. Sono i veri smanettoni e non si fanno problemi ad accedere e creare forzature nel Net, anche attraverso le connessioni neurale. Rubano dati, modificano sistemi, vedono cose che non dovrebbero vedere.
-NetFlyers, loro sono al vertice della catena alimentare virtuale. I NetFlyers di seconda e terza generazione sono emulatori del Gruppo Zero. Questi personaggi dedicano la loro vita all’esplorazione e alla modifica del Net. Sono esseri schivi, che vivono perennemente allacciati a potenti macchinari di connessione.
L’accesso al Net è definito “salto”, e ogni sessione di navigazione all’interno del Net è un esperienza extrasensoriale quasi onirica e completamente soggettiva. Per arrivare allo stesso risultato vi sono infatti un’infinità di sentieri possibili, e molti fattori incidono sulla scelta del percorso di navigazione: abilità dell’ utente, condizione mentale, alterazioni emotive, ecc.
La Gabbia si basa invece su un approccio e una filosofia quasi opposta. Come dicevamo prima la Gabbia è un ritaglio del Net stesso, una sorta di fortezza costruita all’interno della Grande Frontiera. Venne creata con il preciso scopo di proteggere i dati e le interazioni governative dal controllo dei NetFlyers moderni, e non è dato sapere se la sua creazione è il frutto di un accordo con gli stessi, oppure è il risultato di una complessa operazione di hacking guidata dalla Comunità Internazionale.
Ciò che sappiamo per certo è che la Gabbia è un costrutto sferico posto ai margini del Net. Al suo interno si trova uno spazio virtuale protetto con alcuni servizi base per il cittadino fra cui: portali per svolgere la burocrazia ordinaria e straordinaria, portali per l’accesso ai servizi sanitari e bancari, aree social e servizi d’informazione. La Gabbia offre un esperienza di navigazione molto basilare, simile nelle fattezze al sistema internet che conosciamo. Non ha per esempio le predisposizioni necessarie alle connessioni neurali, la soggettività dell’esperienza e l’immersività tipiche della piattaforma Net.
La Gabbia e il Net hanno un unico punto di collegamento, sorvegliato 24 ore su 24 da un team di esperti (altri NetFlyers?), che garantisce la sicurezza degli accessi e dei flussi d’informazioni sia in entrata che in uscita. Forzare il sistema difensivo della Gabbia è quasi impossibile anche per i NetFlyers moderni, o almeno così si racconta, il che garantisce una navigazione molto sicura, ma al tempo stesso molto limitata.
Molti accusano i governi di utilizzare le informazioni custodite all’interno della Gabbia per scopi repressivi e di controllo, gli altri pensano che sia un prezzo da pagare per evitare guai e dispiaceri peggiori, il risultato è che la Gabbia è frequentata quotidianamente da milioni di utenti, e questo fa di lei una struttura di base fondamentale nella società del 2275.
Conclusioni: qui oggi abbiamo esaminato l’esperienza Net dal punto di vista storico, e ne abbiamo elencato le principali peculiarità tecniche. Nel giorno della pubblicazione di questo Speciale, l’unica descrizione di una vera e propria esperienza utente si trova all’interno del racconto spin-off Code-5UPERB1A, in cui ci siamo calati nella visione di Sebille Vidal.
L’esperienza è molto definita e precisa, frutto di una mente analitica e pulita, allenata a superare i potenziali ostacoli del Net, se al suo posto ci fosse stato un altro, o se lo stato emotivo di Sebille fosse stato diverso è plausibile che l’intero “salto” sarebbe cambiato di conseguenza.
Questo tour all’interno della connettività di Cyberpunk Berlino2 è finito.
A presto!
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