Tempo di Editoriale!
Intanto il nome che ho scelto mi rendo conto che fa schifo, appena possibile lo cambierò in qualcosa di meglio.
Oggi volevo parlare un po’ di Catherine, si avvicina il suo momento! Ho pensato, se dovessi spiegare la storia di Catherine in poche parole, come ho fatto per la ripresa della Stagione3? Che succederebbe? Panico e paura! La Stagione1 ha al suo interno una quantità inverosimile di: dettagli che lasciano presupporre cose, azioni cominciate, trame, sotto trame, e anche cose agganciate un po’ a caso, senza coscienza. Forse più che coscienza è conoscenza. Non è che prima ero stupido, ma da allora (quasi 2 anni fa) è cambiato che ora conosco il mondo che ho costruito, le dinamiche che lo muovono, cosa voglio dire al lettore, la storia che voglio raccontare. Ricordiamoci che la Stagione1 più di ogni altra, è stata scritta tutta di botto, a penna libera. Non c’era una scaletta, una trama definita, ma assolutamente non c’era neanche un’idea di quello che sarebbe successo 2 pagine avanti. Na figata se ci pensate, ma che poi gira poco se non rientra in ciò che vuoi davvero trasmettere. Ora invece so che ciascuno dei racconti che ho messo in campo vuole affrontare una determinata tematica, in un determinato ambiente. Ognuno di essi avrà un suo messaggio finale, il suo cazzo di manifesto Cyberpunk schiaffato in faccia al lettore.
Non preoccupatevi, sono un po’ critico sul mio lavoro, ma in realtà non è andata malissimo. I ganci ci sono tutti, al massimo ne eliminerei qualcuno che però è scenico, quindi forse lo invertirei. Sto parlando ad esempio di quando Catherine va da Automa a farsi fare la plastica autoassorbente. Magari avrei lasciato l’incontro, ma avrei messo che si sono date appuntamento per toglierla, come se le fosse servita prima dell’inizio della storia. Starebbe molto meglio a livello globale, e in tutto ciò che rappresenta il personaggio di Catherine. Quindi? Niente, ora con il cambio di stile, farò anche un lavoro di armonizzazione per riportare la storia sui binari giusti, togliendo le parti superflue e aggiungendo nuovi input, grossi problemi non ce ne sono nella struttura. Voglio ambientazioni più dark, atmosfere claustrofobiche o vertiginose, azioni più dinamiche, overdosi di tecnologia e una scrittura più tagliente e allucinata, quando serve. Poi, parliamoci chiaro, le prime 3 stagioni sarebbero tutte da riscrivere per un sacco di motivi. Per coerenza andrebbero riscritte al presente, e il punto di vista dovrebbe essere centrato sulle protagoniste come sarà da qui in avanti. Di conseguenza certi dettagli/spiegoni non sarebbero mai usciti, e quindi il lettore certe cose non dovrebbe saperle. Non è un semplice riscrivere, bisogna proprio ripensare tutto! Lo farò di sicuro ma, mio malgrado non adesso. C’è bisogno di fare lettori, e per fare lettori serve che il sito sia aggiornato con costanza, e con materiale di qualità. That’s the way.
Al netto di questo mi sembra comunque di essere molto cresciuto, a livello di sostanza. Cioè, ora ho un sacco di esperienza in più, e la cosa si sente. Vogliamo confrontare la prima pagina della Stagione1 con Run Baby Run!!!? Sembrano fatti da due persone diverse. Si cresce e si migliora, dopo un po’ di tentativi si inquadra il bersaglio e poi si va dritti. Ora vado dritto. Me ne accorgo perché sto producendo veramente tanto materiale, e va spedito al punto come dovrebbe andare.
CALCUTTA SUNRISE è un esempio . Ci lavoro pochissimo perché ora sto concentrato sulle Stagioni, eppure in quei dieci minuti butto giù le righe giuste, che sono già discrete, e soprattutto che mi divertono! Si perché dai, la sto vivendo questa storia assurda nel delirio di un India fra 200 anni. Per raccontarvela devo per forza viverla, è scritto pure in prima persona. Insomma, mollo cartoni e frequento postacci insieme al protagonista. Prima non credo di aver provato queste sensazioni. Esploravo, capivo, osservavo, ma non vivevo. Anche la complessità dell’ambientazione è cresciuta, e la profondità dei personaggi, la tecnologia, ecc. Mi servivano quei racconti spin-off, mi serviva tempo per cercare, studiare e sperimentare. Ora siamo a livello “bene bene” secondo me.
Ho qualche novità anche per l’evento del 30 aprile. Se ho capito bene la manifestazione si chiamerà “Universi Narrativi”. Si potrà prenotare un master per giocare una oneshot con i propri amici. A sentirlo è fighissimo, in realtà mi sto cagando addosso. Fare il master a gente sconosciuta, peraltro su un ambientazione mia, a cui tengo così tanto come quella di Berlino2, è molto fuori la mia zona di comfort. Però ehi! Sono Zeno, quindi si gioca e si fa. E poi ho un amico. Già, questa lunga storia è lavorata a 4 mani: da me e dal latte! E una volta fatta la pubblicheremo in versione integrale sul sito, così potrete giocarla con i vostri amici. Promesso!
Sarà anche il primo workshop a 4 mani, e la prima componente specifica per GdR presente sul sito, più materiale e più qualità.
Torniamo al 30 aprile, si potrà giocare in due turni, la mattina e il pomeriggio. Per quel che riguarda noi, posso già dirvi che i due gruppi giocheranno due avventure diverse ma in qualche modo… Collegate! Si, anche qua figate che piovono. Mi cago addosso, ma allo stesso tempo voglio mandarli fuori di testa sti giocatori! Useremo “Not the End” come sistema di gioco, un manualetto molto semplice con meccaniche facili da capire anche per il più improvvisato dei giocatori. Sarà un’avventura per tutti, quindi non fatevi problemi se volete provare l’esperienza perché ne avete sempre sentito parlare. È la vostra occasione. O con me, o con gli altri master (che di sicuro saranno pure più bravi del sottoscritto).
Bene bene quindi. Sul sito troverete lo speciale dedicato al Net e alla Gabbia in cui ho cercato di spiegare per bene qual è l’idea di connettività che ho pensato per le nostre storie e le nostre avventure.
Se volete supportare questo progetto, che è comunque totalmente gratuito al lettore, e che impegna molte ore di lavoro per essere svolto con la dovuta cura, like, commenti e condivisione del materiale sono il sistema migliore per dare il vostro contributo. E per una volta ho scritto una frase lunghissima.
Al mese prossimo!