S03E01 FATE NUVOLE E VELENI(pt1)

La radiolina crepitò come volesse spaccarsi sotto la bomba sonora sganciata dai Mephistron, un suono violento e massacrante tagliò l’aria fredda del mattino come un machete. Kellybruce ascoltò il riff PsychoMetal con puntigliosa attenzione
Si dai, ci sanno fare. Peccato si siano venduti come tutti
guardò la toppa della sua band cucita sulla spalla destra del cappotto in pelle viola come una sorta di tatuaggio, la scritta Gehirnfrost sotto la grande W del Wald sembrò più brillante del solito, come se approvasse quel pensiero.
Che se ne vadano a fanculo con i loro crediti. Il Wald resta.
Diede una profonda boccata di sigaretta e lanciò il mozzicone giù dal terrazzo di quello che fino all’anno prima era il China Express, un paio di piani in volo per toccare il suolo del cortile ed esplodere in tante piccole scintille gialle.
:<<Ehi Kelly!>> la voce di Greyfox che sbraitava dal piano di sotto s’inserì a forza fra le note sempre più strette e claustrofobiche del brano distraendola dai suoi pensieri. La testa rasata dell’uomo sbucò dalla botola di passaggio lasciata aperta :<< Che cazzo gli hai scritto a quello? Lo hai imbarazzato come un marmocchio>> sogghignava compiaciuto lasciando intravedere una linea sottile di denti metallici.
Kellybruce si passò una mano fra la cresta biondo platino aggiustandola alla meno peggio:<< L’ho solo invitato a fare un giro nel Wald, e gli ho dato qualche buona motivazione…>> ammiccò toccandosi il seno.
Greyfox tirò un lungo fischio d’approvazione :<<Ma che cazzo Kelly, se vuoi divertirti basta dirlo eh.>> alzò gli occhiali da sole fissandola dritta negli occhi :<<Ho un gran bel bastone sai, degno di un capo! >> si lasciò andare ad una risata che sembrò uscire da un megafono tanto era potente.
Il solito prevedibile Greyfox…
Kellybruce ricambiò lo sguardo e si toccò il mento mimando un’espressione assorta, fingendo di pensarci :<<Greyfox, tesoro mio. Ti sei fatto sistemare l’uccello finalmente?! Dimmi dove, da quel tizio con la bancarella mobile, quello con i vibratori fluo appesi all’insegna?>> gli strizzò l’occhio scoppiando a ridere a sua volta, ma Greyfox non sembrò gradire la battuta
:<<Tu non sai davvero di quello che parli. Che cazzo ne sai tu eh? Una volta c’è stata una che ha voluto farlo per 12 volte, di fila… >>
Kellybruce venne letteralmente investita da una fiumana incontrollabile di parole, posizioni e orgasmi, Greyfox andava avanti con il racconto mettendoci uno zelo ed una dovizia di particolari quasi ammirevole.  Portò pazienza finché poté, ma arrivata alla quinta o sesta eiaculazione decise che ne aveva abbastanza e si diresse verso la radio, in quel momento passava un Jingle pubblicitario delle 7Sisters, la voce perfettamente modulata dello speaker raccomandava ai cittadini di Berlino2 di investire bene il proprio denaro stipulando un contratto energetico con il loro brand, o magari comprando qualche quota azionaria della corporazione .
Di male in peggio…
Spense la radio e tornò indietro, Greyfox intanto proseguiva senza problemi anche da solo :<<… E poi le ho detto: Baby è adesso che viene il bello! A quel punto l’ho presa e…>>
:<< TI prego adesso basta! Era solo una maledettissima battuta, non volevo una cazzo di lezione di Kamasutra di prima mattina>> Kelly tirò fuori dalla tasca un computer grande quanto il palmo di una mano, l’orologio olografico segnava le 7.25 :<<Ora cerchiamo di restare seri Greyfox, il postino sarà qui fra poco. Abbiamo fatto un buon lavoro finora, ma non è ancora finita. Consegniamo la cassa, intaschiamo i soldi, e poi pensiamo a tutte le cazzate del mondo ok?>>.
:<<A proposito della cassa Kelly>> l’uomo si grattò dietro la testa :<<per quale cazzo di motivo stavolta è così pesante? Ci siamo messi a contrabbandare blocchi d’acciaio? Spero tu abbia chiesto al nostro amico un supplemento, Baymoore ieri ha provato a sollevarla, s’è quasi rotto la schiena.>>
Kelly alzò le spalle <<Questa è bella. Ci paga a consegna mica a peso, se vuoi lavorare a peso ti consiglio di fare il macellaio, o il pusher. Adesso spostati da lì e fammi scendere, mi hai già fatto venire mal di testa>>.
Greyfox tornò di sotto borbottando fra sé qualcosa a bassa voce. Kellybruce aspettò ancora qualche secondo sul terrazzo, approfittando della momentanea pace per buttare un ultimo sguardo intorno. C’era un che di magico in quel posto, guardava il cortile stretto fra i bassi magazzini abbandonati, i muri scarabocchiati con la vernice neon, e tutti quegli spazi ancora da sfruttare. Adorava quel posto.
Dovrei proprio cambiare l’insegna, non è più il China Express, è casa nostra!
Scese di sotto lungo la scaletta a pioli, in un vecchio ufficio con le vetrate a quadri talmente luride che praticamente non si riusciva a vedere fuori, Greyfox aspettava qualcosa con una birra mezza vuota in mano, seduto in modo da occupare tutto l’unico puzzolente divanetto della stanza.
:<<Sei senza speranza Grey>> gli disse guardandolo storto mentre si dirigeva verso un tavolo zeppo di cavi e monitor :<<Stronza>> la risposta arrivò secca, l’uomo abbandonò la bottiglia vuota a terra e si accomodò sdraiandosi definitivamente.
Passarono alcuni minuti con le telecamere che continuavano a riprendere il cancello divorato dalla ruggine e il vicoletto deserto sul quale s’affacciava, poi finalmente la silhouette di un furgoncino nero venne avanti dalla strada con tutta la calma del mondo.
Kelly prese il talkie dal tavolo, lo accese e controllò che la frequenza fosse quella giusta :<<Molto bene Troopers, sta arrivando il postino. Non fatemi fare figure del cazzo>> chiuse la comunicazione prima che gli altri potessero rispondere e tornò a fissare il monitor, il furgoncino era in attesa davanti all’ingresso con il motore acceso, vide Baymoore correre nel piazzale, raggiungere il cancello e spingerlo da una parte permettendo al mezzo di entrare.
Tutto bene.
Tamburellò le unghie sul tavolo, alle sue spalle Greyfox tirò una sniffata a qualcosa con tutto il fiato che aveva, mentre il furgoncino dopo un ampio giro andava a parcheggiarsi proprio sotto la telecamera.
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