S02E05 – DIE RINGPALAST

Il gruppetto uscì di casa verso mezzogiorno, insieme a Vanessa c’erano Amy e le due guardie del corpo: Lucius e Vernant. Uscirono in una strada molto diversa dalle classiche vie berlinesi: era infatti luminosa, alberata e molto ben curata, con marciapiedi ampi, spazi per sedersi a riposare, aiuole cosparse di fiori colorati e altre cose del genere che, per quanto poco pratiche risultavano esteticamente molto appaganti. Villa Lowprandt, sorgeva sul tetto del mega complesso che costituiva il famoso “primo anello” di Berlino2, un edificio che circondava Alexanderplatz quasi per intero degradando verso di essa come gli spalti di uno stadio, il complesso in realtà non era un’anello perfetto perché in corrispondenza del Nord c’era una grossa apertura, qui fra le due ali dell’edificio trovava posto la Porta degli Dei, una delle più famose e visitate attrazioni turistiche di Berlino2, un arco del trionfo impressionante che, grazie ad un rivestimento in nanomacchine era in grado di cambiare forma e colore per rappresentare diversi momenti famosi della mitologia nordica.
Seppur alto appena dodici piani il RingPalast era sicuramente l’edificio più grande di SponsorCity, aveva infatti un’ampiezza di centinaia di metri, talmente largo che sul tetto dello stesso era stato fatto costruire un vero e proprio quartiere residenziale, l’unico composto da ville con giardino privato e architetture simili, che, per motivi di spreco di spazio non si potevano trovare da nessun’altra parte in tutta la città.
Il RingPalast ospitava al suo interno una quantità impressionante di attività governative e commerciali, il che lo rendeva di diritto uno degli edifici più importanti d’Europa, fra le sue aule e i suoi uffici ministeriali venivano prese le decisioni politiche di tutta la nazione; le corporazioni sembra ovvio letteralmente adoravano quel palazzo dove si poteva trovare così tanto potere concentrato in un unico punto, per questo grosse porzioni dell’interno erano riservate a loro, e ancora c’era un sacco di posto per diversi hotel, il municipio, due ospedali, ben quattro centri commerciali, una caserma, alcune ambasciate, delle aree abitative, più un’infinità di attività private più o meno grandi che completavano la ricca collezione. L’intero complesso si poteva girare direttamente in macchina, una serie di strade infatti lo collegava interamente, mentre altre si arrampicavano su di esso attraverso ripide rampe poste all’esterno, sul lato della circonvallazione.
Ormai era divenuto perfino impossibile fare una stima di quanta gente frequentasse il palazzo, eppure nonostante l’incredibile mole di fango umano e cibernetico che quotidianamente si riversava e ribolliva al suo interno, per qualche strano miracolo e qualche deterrente in divisa, il quartiere superiore non sembrava esserne minimamente intaccato, permettendo ai ricchi abitanti del Roof-level di vivere una vita agiata e senza eccessivi disturbi.
Per mantenere il quartiere ordinato gli accessi al Roof-level dovevano per forza di cose essere molto limitati, tuttavia per ordinanza del sindaco una serie di permessi speciali a pagamento veniva staccata quotidianamente per consentire a fotografi, giornalisti e curiosi di visitare quel luogo così insolito. Percorrendo in macchina le viette che portavano ad una rampa d’accesso esterna, Vanessa non poté fare a meno di notare come in giro non vi fosse anima viva; non ci volle molto tempo perché arrivasse alla conclusione che l’attenzione generale in quel momento dovesse essere tutta spostata verso il Formicaio ed i suoi abitanti, sorrise con una punta d’amarezza sulle labbra, nonostante tutto era un bene che quella gente ricevesse finalmente un po’ di quelle attenzioni a cui gli angeli erano abituati.
Arrivarono alla sbarra di accesso ad una delle rampe che si alzò automaticamente riconoscendo il veicolo, al loro passaggio una guardia si palesò per un secondo dal gabbiotto di sicurezza come a far intendere che il servizio di sorveglianza era attivo.
Guardando di sotto Vanessa ebbe una specie di brivido, tutta la circonvallazione che girava intorno al primo anello era letteralmente ingolfata dal traffico, migliaia e migliaia di auto elettriche affollavano la strada a perdita d’occhio, pensare d’immergersi in quella bolgia infernale avrebbe dato il voltastomaco a chiunque, perfino a Vanessa che uno stomaco si poteva quasi dire non lo avesse proprio. Fortunatamente abitare nel Roof-level forniva alcuni interessanti vantaggi.
:<<Lucius per carità, andiamo direttamente per la sotterranea, non voglio finire lì in mezzo neanche per centomila crediti>>, un flash attraversò la mente di Vanessa mentre pronunciava quelle parole, chissà cosa avrebbe detto quello stronzetto di Channel9 nel vedere che ora tutti quei collaboratori umani erano direttamente alle sue dipendenze, come minimo gli sarebbe esploso il fegato dalla frustrazione.
Amy era tornata ad armeggiare sul suo palmare evidentemente sotto stress, e Vanessa a quel punto vedendola in difficoltà, con delicatezza le prese la mano con cui stava digitando, fermandola :<< Ehi, che succede Amy? È da stamattina che stai impazzendo su quel coso>>. Al contatto con la fredda mano robotica di Vanessa Amy si bloccò di colpo, come una bambola a cui avessero appena tolto le batterie, solo un secondo, perché poi cominciò a frignare in preda all’isteria :<< Signorina Lowprandt le giuro che non lo so. Stamattina c’erano un sacco di problemi con i firewall della Gabbia, poi adesso il suo manager mi ha appena informata che i nostri appuntamenti di oggi sono tutti saltati, mi creda, davvero… Non so cosa dire, sono desolata.>> Vanessa le strinse la mano un pochino più forte in modo rassicurante, quasi materno :<<E quindi?>> le disse.
In quel momento l’isteria di Amy usci fuori ancora più forte, stava letteralmente naufragando in un mare di sensazioni ostili: la domanda di Vanessa per quanto posta gentilmente in lei rifletteva solo qualcosa di negativo che si amalgamava così bene con la paura di perdere quel lavoro per cui si era data così tanto da fare, e la sfortuna che questa cosa fosse capitata a lei proprio durante i suoi primi giorni nella squadra di Vanessa, e infine quella mano gelida che teneva la sua, amichevole certo, se non fosse che davvero provava timore nei confronti di Vanessa, e quel tocco in realtà la stava ulteriormente sprofondando nel disagio.
:<< Stavo scrivendo al suo manager per far valere la nostra posizione con i clienti, non possono annullare tutto così da un momento all’altro. Ci sono dei contratti da rispettare, e soldi, e il suo tempo, guardi!>> cercò di passarle il palmare e allo stesso tempo di staccarsi dalla presa, ma il gesto fu troppo rapido e spasmodico per andare a buon fine, così il device fini a terra per poi scivolare a causa della pendenza sotto il sedile davanti.
:<<Ma che Diavolo succede oggi!?>> sbottò Amy che in quel preciso momento avrebbe solo voluto diventare invisibile o addormentarsi all’improvviso per svegliarsi qualche giorno dopo.
Vanessa capendo la situazione la lasciò stare, era chiaro avesse bisogno di ricomporsi un attimo, aveva preso pure un colorito insolitamente rosso. Si affacciò tra i sedili davanti mettendo le mani sulle spalle di Lucius e Vernant, un raggio di sole dal parabrezza le illuminò in pieno il viso, il trucco dorato di Serj era sublime, sembrava l’incarnazione di una divinità egizia :<<Sentito la bella notizia boys? Oggi non ci romperà nessuno! Prendiamo la Norte autobahn dai, intanto vi porto a mangiare, e poi decideremo cosa fare>>. Erano mesi che non aveva un venerdì libero tutto per lei.
Share this article