S02E04 – FRA ANGELI E GABBIE VIRTUALI

Un bussare molto incerto costrinse Vanessa a destarsi dai suoi pensieri.
:<<Signorina Lowprandt buongiorno. La saletta di pigmentazione è pronta all’uso.>>
Vanessa sorrise sentendo quella vocina oltre la porta addirittura più incerta della bussata stessa, la sua nuova assistente sembrava cadere in un timore reverenziale quando doveva rivolgerle la parola, che quasi le faceva tenerezza :<<Okok, mi do una vaporizzata e arrivo! Nel frattempo tu chiama Serj e digli che sono sveglia>>, ci fu un attimo di silenzio.
:<<Ma… Intende Serj l’avvocato?>>
Vanessa rise :<<Avvocato? Sei gentile Amy. Quello riuscirebbe a farti ingabbiare anche se non hai fatto nulla, è tutto tranne che un avvocato. Comunque no, non lui, Serj kormal, Kamel, Karf e qualcosa? Intendo il cosmetic art stylist, quel tizio un po’ strano con cui stavo parlando l’altro giorno ricordi? >>
:<<Ah si si, ho capito! Vado subito a chiamarlo signorina Lowprandt.>>
Vanessa attese ancora qualche secondo lasciando che Amy si allontanasse da dietro la porta quindi finalmente si alzò, la sua stanza era una specie di piccolo appartamento all’interno della casa composto da un’ampio open space che costituiva la parte principale della camera, un bagno privato ed una cabina armadio in cui Vanessa teneva i suoi preziosi abiti. Quel luogo era un rifugio confortevole e rilassante, la parete sud era composta da una vetrata unica che illuminava tutta la stanza e si affacciava direttamente sul laghetto ed il canneto di villa Lowprandt, Vanessa amava guardare i pesci colorati che nuotavano sotto il pelo dell’acqua, e aveva fatto sistemare in quella zona dei comodi divanetti per i momenti di lettura e meditazione, spesso li usava anche per intrattenersi con gli ospiti magari gustando insieme un cocktail preparato da lei personalmente nell’angolo bar della stanza. L’arredamento si presentava comunque abbastanza sobrio, oltre a quei divanetti, al banco bar, e al gigantesco letto di Vanessa c’erano altri tre o quattro mobiletti qui e là e qualche quadro fatto a china, i soggetti rappresentati nei disegni erano molto diversi fra loro, ma la mano che li aveva creati era evidentemente sempre la stessa.
Dopo aver fatto una bella doccia di vapore profumato uscì per raggiungere la camera di pigmentazione, mantenere la pelle di quel particolare colore richiedeva trattamenti settimanali fissi che Vanessa poteva permettersi di fare direttamente in casa propria. Una volta arrivata si accomodò sulla poltroncina ed inserì i tubicini per il trasporto del pigmento nei connettori che teneva nascosti sotto la pelle, poi dal monitor principale avviò la procedura. Il trattamento sarebbe durato un paio di ore e Vanessa ne approfittò per dare un occhio ai social, solitamente erano le assistenti ad occuparsi dei suoi profili pubblici ma avendo quel tempo che non sapeva come occupare a volte capitava lo facesse direttamente lei. Era un lavoro che considerava a dir poco odioso per tutta la stupidità che quelle piattaforme rappresentavano, eppure era un male necessario a tenere la sua immagine sempre fresca e chiacchierata.
Dopo neanche quaranta minuti era già stufa, solo le frammentarie immagini che arrivavano dal Formicaio catturavano qualcosa d’inquietante ma allo stesso tempo interessante. Ma che Diavolo stavano combinando laggiù? I video duravano al massimo pochi secondi e tutti erano intrisi di fumo e violenza, i più risultavano però essere stati rimossi, segno che i NetRunner della polizia si stavano dando un gran da fare con la censura, quei poveretti nel Formicaio non dovevano passarsela per niente bene.
Il composto colorante scendeva lentamente nei tubetti per espandersi nella cute sintetica da più d’un ora quando Amy entrò nella stanza seguita da Serj, nel vederli entrare Vanessa non poté fare a meno di notare quanto quei due fossero diametralmente opposti. Amy aveva un aspetto serio e molto inquadrato, esageratamente inquadrato per la sua età, teneva i ricci rossi stretti in una coda talmente tirata che probabilmente non si sarebbe scombinata nemmeno se le fosse esplosa una granata in faccia, aveva un’espressione severa e attenta amplificata dall’impianto ottico che le sostituiva l’occhio destro, un prezioso regalo che si era permessa per il diciottesimo compleanno. Anche il portamento era calibrato con cura e precisione nonostante fosse concentrata a digitare qualcosa con il suo cyberglove su di un minuscolo palmare, eppure nonostante tutto il suo modo di fare ostentasse compostezza e professionalità si capiva che qualcosa la infastidiva, ed era abbastanza semplice intuire cosa fosse. Serj, un passo dietro di lei sembrava soprattutto essere appena uscito da un Deep-Party a base di acido e powerball, indossava una specie di tonaca svolazzante e multicolore, un outfit figlio di una brutta moda di qualche anno prima e decisamente esagerato per un uomo sui cinquanta come lui. Nel suo viso magro e scavato si leggevano tutti i segni di una vita vissuta sempre a tavoletta, portava un paio di occhiali da sole a specchio ed in mano teneva senza troppa cura una piccola valigetta di pelle, quando vide Vanessa sorrise allegramente e allargò le braccia nella sua direzione in segno di saluto :<< Buongiorno Cherì! Carina la tua nuova assistente, però se posso fare un appunto la prossima volta prima di metterla a letto ricordati di toglierle la scopa dal culo, magari è per quello che è così antipatica.>>
Dalla poltrona cui era agganciata Vanessa vide Amy stringere i pugni e letteralmente fulminare con lo sguardo un Serj addirittura più insolente del solito.
Vanessa bloccò ogni mimica facciale per evitare di ridere, ma dentro di sé un pochino lo capiva quel vecchio schizzato :<<Prima o poi qualche buona anima te la taglierà quella lingua Serj>>disse sospirando, Amy che non aveva ancora detto nulla, alle parole di Vanessa non riuscì a trattenersi dal fare un cenno di assenso.
:<<So che ti piacerebbe ma non succederà oggi Amy, lasciaci pure, me lo prendo io il simpaticone.>> Serj aveva appoggiato la valigetta sul tavolo e stava trafficando con il contenuto :<< Ah, Amy avverti Lucius di prepararsi che finito qua usciamo ad incontrare gente, mangiamo fuori>>.
Tutto sommato comunque Amy le piaceva, si stava dimostrando una collaboratrice attenta e precisa, e anche fisicamente doveva ammettere non era affatto male con quella pelle chiara, le lentiggini e tutto il resto, si, era indubbiamente un bel tipetto.
:<<Vado subito! >> le rispose Amy staccando finalmente lo sguardo da Serj che nel frattempo aveva bellamente continuato a farsi i cavoli propri, si era staccato la mano destra dal corpo e l’aveva appoggiata sul tavolo inserendo nella presa vuota del braccio un arnese multifunzione non ben definito, quando ebbe finito di sistemare il suo innesto Amy era già uscita, Serj a quel punto tirò fuori da una tasca interna al vestito un chip semitrasparente e se lo passò fra le dita :<<Questo tesoro è il mio ultimo lavoretto, fa solo trucco e capelli, non ho avuto modo di lavorarci molto in questi giorni perché sono stato come dire… impegnato in pubbliche relazioni>> Serj sorrise rivelando un buon numero di denti metallici inseriti fra i pochi che ancora aveva sani, tipico dei consumatori abituali di powerball :<<nonostante il poco tempo comunque l’ho ottimizzato sui prodotti Gothia, per la gioia del nostro generoso sponsor, lo proviamo?>>
Vanessa si sistemò meglio sulla poltrona :<<Certo >> disse :<<Procedi pure>> Serj non si fece pregare, inserì il chip in quello strano attrezzo e si mise al lavoro, o meglio, fu proprio l’attrezzo a mettersi al lavoro scannerizzando e prendendosi cura del viso di Vanessa, Serj il suo l’aveva già fatto a monte, quello del cosmetic art stylist era un lavoro da programmatori, in cui le capacità manuali contavano praticamente zero.
Parlarono del più e del meno mentre il macchinario tesseva i capelli di Vanessa in un’acconciatura a trecce molto elaborata, finché le tornarono in mente le immagini del Formicaio che aveva visto prima sui social :<<tu che sai sempre tutto di tutti Serj, ho visto prima nel Net che il clima nel Formicaio è bello rovente, ma ci sono poche informazioni in giro. Tu sai qualcosa?>> l’uomo parve cadere dalle nuvole, o forse no, non era sicura
:<<Hai cercato anche fuori dalla Gabbia?>> fu la domanda di Serj.
:<<Si certo, ovviamente. Ma ti rendi conto della sciocchezza che hai detto? Sono Vanessa Lowprandt, un AIM-7, ricordi? Se un NetFlyer dovesse mai accorgersi che ho forzato la Gabbia, o peggio mi beccasse in giro per il Net, che mi succederebbe?>> Serj rimase lì un po’, con il pensiero che sbatteva fra i quattro neuroni secchi che ancora funzionavano ma alla fine arrivò anche lui alla medesima conclusione :<<Hai ragione. Dimentico con chi sto parlando>> sorrise di nuovo, in modo esageratamente ossequioso :<<Non mi sono informato, so solo quelle rare cose che mi vengono riferite, e molto spesso sono pure sbagliate. Se fossi in te però lascerei proprio perdere tutta la questione, perché non ha senso interessarsene intendo. Insomma, credo che gli angeli non dovrebbero occuparsi di cose da mortali, perché dovrebbero? Oltre restare inquinati dalla bassezza umana cos’altro avrebbero da guadagnare? Lasciali fare Cherì, non è roba che ci compete, vedrai che in un paio di giorni gli sbirri risolveranno tutto, e in una settimana il casino nel Formicaio sarà bello che dimenticato.>>
Capendo che Serj non le avrebbe dato ulteriori informazioni Vanessa lasciò correre e dirottò la conversazione su altri argomenti così la seduta cosmetica continuò senza intoppi per buona parte della mattina.
A lavoro finito Serj andò via e nella villa tornò la pace, quasi ovunque, perché nel cervello di Vanessa un piccolo pensiero non ancora completamente espresso aveva cominciato a botte con gli altri per venire alla luce: a Serj davvero non fregava nulla del Formicaio, oppure aveva semplicemente cercato di evitare una domanda scomoda?

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