Catherine restò comunque assolutamente impassibile e non tradì alcuna indelicata espressione, la scansione del CyBrain certificò che quella era l’unica componente robotica che l’uomo portava, rammentando quanto aveva deciso in precedenza, cioè di mostrarsi spavalda e sicura quanto un’attrice navigata prese parola per prima :<< Ciao, sono l’amica di Tsubo, ti ho fatto aspettare tanto?>> era chiaramente una domanda di rito, visto che era stata molto precisa e molto puntuale.
:<<Fossero tutte puntuali come te>> ironizzò l’uomo, la voce ritrasmessa dal modulatore aveva un suono gracchiante e metallico, un rumore che sarebbe stato pessimo anche per un’androide di bassa categoria.
:<<Menomale>> aggiunse Catherine, poi allungò la mano verso l’uomo:<<io sono Mallory, molto piacere.>>
:<<Il piacere è mio, il mio nome invece è Mickey>> disse lui stringendole la mano con energia, ma senza farle male.
Ci fu un secondo di silenzioso imbarazzo, in cui ciascuno si trovò a riflettere sulla menzogna appena detta e su quella appena sentita, ma in nessuno dei due si concretizzò l’idea di voler smentire l’altro.
:<<Beh Mallory, bevi qualcosa?>>disse l’uomo indicando il suo bicchiere che ormai aveva praticamente finito.
:<<Guarda, mangerei anche se non ti dispiace, vi siete dati un gran da fare tu e Tsubo, è tutta notte che giro senza sosta>>. A quella frase Mickey rise facendo impallare il modulatore che trasmise un suono fastidioso e gorgogliante :<<Hai ragione>> disse :<<Se sei fortunata magari il Fungo è ancora sveglio, dicono che i suoi panini sono leggendari, ovviamente parlo per sentito dire ma… >> Lasciò la frase a metà è si girò verso il bancone facendo un gesto con la mano :<<Lorah! Per cortesia puoi venire un secondo? Dovremmo ordinare.>>
:<< Un attimo tesoro, finisco le birre e sono subito da voi. >> la voce dell’androide era limpida e squillante con un accento tipico del Sud, tutt’altra cosa rispetto al modulatore indossato dall’uomo, che tornò a rivolgersi a Catherine :<< Una volta un tizio mi ha detto di aver conosciuto uno che si faceva anche cento chilometri, solo per mangiare i panini del Fungo, a me sembra esagerato, sono curioso di sapere che voto gli dai tu.>> disse Mickey finendo il suo drink.
:<<Guarda, ora come ora mangerei qualsiasi cosa quindi non so quanto può essere valido il mio voto, comunque… >> il cyberglove di Catherine s’illuminò di un tenue rosso distraendola, Automa la stava chiamando, senza pensarci tanto infilò l’auricolare nell’orecchio e scusandosi con il suo ospite rispose :<<Ehi ciao! È tutto ok, arrivata a destinazione>> anche se non aveva avuto una cattiva impressione valutò che far sapere a quel tipo di essere in contatto con altra gente era un modo intelligente di cautelarsi.
Dall’altra parte ci furono solo rumori indefiniti per alcuni secondi, poi finalmente Automa rispose :<< Catty finalmente! Hai fatto la consegna?>> la linea era disturbata, quindi il software scalò automaticamente di un canale mandando un segnale più definito.
:<<Si, più o meno, sono qui. Che succede?>> Se Catherine avesse potuto vedere nel futuro il resto della conversazione non avrebbe mai fatto quella domanda, anzi, avrebbe detto di essere ancora per strada, molto lontana dal Giftig, ma non avendo quel super potere rispose in modo naturale e sincero.
:<< Succede una marea di guai>> Automa sottolineò la parola marea cambiando tono di voce :<<Devi venirci a prendere giù nel Formicaio, il più in fretta possibile.>>
Ci fu di nuovo un secondo di silenzio, stavolta però non era il segnale disturbato ma lo sbigottimento di Catherine :<<Credo di non aver capito bene, hai detto il Formicaio?>>
:<<Si cazzo si, ho detto proprio così, siamo stati inseguiti da quelli della Tesla, quella cromatica che ti ho detto prima, abbiamo cercato di staccarli, ma non ci mollavano, e allora gli ho sparato>>. Neppure il CyBrain riuscì ad evitare che Cath iniziasse ad impallidire:<<c-come, cioè, cos.. >> Una sparatoria in mezzo alla strada, il Far West, ma quali cazzo di criminali che fornivano armi ai ribelli? La sua amica sparava da una macchina all’altra come se niente fosse, sicuramente sotto anfetamine, e poi…
:<<Eravamo sulla SS23, gli ho svuotato addosso tutto il caricatore, non sono sicura di averli presi, ma almeno se ne sono andati.>>continuò Automa candidamente.
A quel punto Catherine era diventata bianca come un cadavere, buone le armi e anche la difesa personale, ma questa che stava descrivendo sembrava la scena di un action movie, peraltro di quelli poco credibili, eppure era successo davvero.
:<<E poi?>> Cath sentiva una grossa difficoltà a trovare le parole, anche perché si accorse in quel momento che l’uomo con il cappotto rosso era seduto proprio di fronte a lei, e la stava osservando e sentendo.
:<<Eh, e poi… E poi seminata la Tesla sono arrivati alcuni droni della polizia che si sono messi ad inseguirci. E non mi dire che dovevo abbatterli, non avevo più colpi te l’ho detto prima, quindi siamo dovuti scendere nel Formicaio e abbandonare la macchina per staccarceli dalle ovaie. Comunque li abbiamo seminati, ma ora siamo senza mezzi per tornare, e questo è tutto.>> La calma spietata con cui Automa stava elencando tutta la serie di crimini commessi in quella notte fece pensare a Catherine che non si stesse assolutamente rendendo conto delle sue azioni, senza contare lo studio trasformato in una gigantesca trappola-bomba, che per quanto ne sapeva poteva già essere esploso.
:<<Ok, adesso invento qualcosa, dammi dei punti di riferimento, che io ragiono.>> mezzi lontani se non addirittura assenti, orario improbabile, luogo di merda, mancava qualcosa?
:<<Non ci sono cazzo di cartelli qui, vedo una torre tipo dell’acqua, e poi c’è un posto che sembra aperto, sembrerebbe un pub, aspetta che controllo se c’è una cazzo di insegna… Eccola, si chiama Alkimia!>> si sentiva in sottofondo Karl imprecare contro più o meno tutto il Creato.
:<<Ok, non ti muovere da lì, ragiono un attimo, e arrivo. Resta rintracciabile e non fare cazzate.>> Cath chiuse la conversazione senza neanche aspettare la risposta e si rivolse all’uomo che nel frattempo si era messo a parlottare con Lorah, lei non l’aveva neppure vista arrivare tanto si era estraniata dal resto del mondo.
Quando Catherine tolse l’auricolare l’uomo prontamente si girò verso di lei, guardandola con quelle lenti rosse, vuote di qualsiasi espressione o segno d’un guizzo di vita.
:<<Scusami, è un’emergenza, io, devo proprio andare…>> disse Catherine.
:<< Ma come? Niente panino? Mi dispiace, mi sembra d’aver capito che hai qualche guaio Mallory.>> Appena Mickey finì la frase Lorah realizzando di essere nel posto sbagliato inserì una chiavetta nel tavolo che si accese colorando il piano con un effetto fumo di un verde che il CyBrain con brillante intuitività associò direttamente alla Serie72 parcheggiata fuori.
:<<Vi lascio parlare e decidere con calma ragazzi, poi se volete qualcosa basta fare due tap sul tavolo per accedere al menù, per ordinare basta seguire le istruzioni, è facile!>> Con quella frase Lorah si allontanò per raggiungere l’altro tavolo occupato.