Il taxi giallo si ferma proprio davanti all’Osha, un locale anonimo sperso nelle Borderland del Terzo Anello. Questa zona se la filano solo tossici e disadattati, ideale per passare inosservati. Il tassista butta un’occhiata nello schermo che funge da specchietto retrovisore «Arrivati amico! Sono 42 crediti, paghi con la carta?»
Amico un cazzo, ha già la mano sull’apertura del vano oggetti, pronto a tirare fuori il ferro da riscossione.
L’uomo allunga in avanti un tagliando da 50 crediti «Solo contanti. Tieni il resto.»
Il tassista afferra al volo il coupon e lo passa nel lettore «Cavolo amico! L’ho capito subito che non sei di queste parti. Mai viste mance nelle Borderlands. Di dove sei?»
L’uomo si sporge in avanti un poco «Avevo detto niente domande. Mi fai uscire?»
«Certo si, mi scusi!» il tassista sblocca la portiera «Non volevo intromettermi nei suoi affari. Per noi della Baytime i clienti sono…»
L’uomo scende e richiude la portiera alle sue spalle. Si guarda intorno con un senso di schifo che gli risale dalle viscere, i grattacieli di cemento plastico piovono a picco sui passaggi pedonali lerci di rifiuti. Da un vicolo poco distante arrivano schiamazzi e rumore di vetri in frantumi, forse una rissa. L’uomo attende che il taxi riparta e s’allontani, poi finalmente si stringe nel cappotto e si avvia verso l’Osha.
Il campanello sulla porta trilla con un motivetto preimpostato quando l’uomo entra nel locale. La vecchia cinese alla reception alza lo sguardo dal monitor e lo posa sul nuovo arrivato. I due si studiano senza dirsi una parola, l’uomo attraversa l’ambiente fino a un pannello multiservizio appeso al muro, la cinese abbassa lo sguardo e torna agli affari propri.
L’uomo inserisce un altro coupon nel lettore e prende a nolo uno spazio privato sul retro del locale. Si fa strada fino al numero quattro e sblocca la porta con le impronte digitali.
Attende seduto nello stanzino in stile plastico-thailandese per 240 secondi esatti, poi la porta si apre e arrivano gli ospiti.
Il primo a entrare è una vecchia conoscenza, l’assistente personale di Alecs Navina, un connector alto e biondo con il viso devastato dalle nanotecnologie. Subito dietro entra la sua padrona; la referente CY CORE di Berlino2 Alecs Navina. Una vipera nascosta nel corpo di un angelo. Chiude il gruppetto un tizio riccio mai visto prima; in abito gessato, in mano tiene una ventiquattrore. Il nuovo arrivato sfoggia un sorriso tutto denti e gli porge la mano «Senatore Louis Witherwood, è un piacere.»
L’uomo si alza a metà dalla sedia e prende la mano nella propria «Questore Trent Scottmann. Volete accomodarvi?»
Alecs prende una sedia e la gira al suo partner, poi entrambi prendono posto attorno al tavolino. Il connector non si siede, si mette in un angolo ad ascoltare.
Scottmann attende con pazienza che i corporativi si sistemino, poi attacca per primo
«Allora? Posso sapere il motivo di questa riunione?»
Alecs accavalla le gambe lasciando in bella vista una generosa porzione di coscia; lucida e levigata dalla chirurgia plastica «La CY CORE lo chiama business trasversale.»
Scottmann sbuffa ironico. «Business trasversale. Sputa il rospo, avanti.»
Alecs sistema l’orlo del vestitino nero con calma «Niente giri di parole, meglio così. I miei superiori sono interessati a un archivio intelligente Prismatek. Si trova qui nel Terzo Anello, in un loro centro di ricerca. Non saprei come definire la richiesta, suppongo un’operazione di prelievo…»
Scottmann stringe gli occhi sulla corporativa «Si chiama furto. Niente cazzate Alecs, vieni al punto.» già gli brucia il culo per quella raffica di supposte di retorica corporativa.
La bambola sorride senza sentimenti , il rossetto lilla riflette un bagliore metallizzato «Trecentomila crediti. Non tracciabili, da depositare su un conto usa e getta.»
Davvero niente male. Scottmann le fa cenno di proseguire con la mano.
«Un lavoro a tre. Testa, braccia e portafogli. Noi siamo il portafogli, il senatore Witherwood la testa, e lei Scottmann fornirà le braccia. Un’operazione di polizia in forze per recuperare un’intelligenza artificiale non autorizzata. I vostri uomini prenderanno il device e lo consegneranno ai nostri, i quali si occuperanno di effettuare uno scambio. Riceverà degli ordini da personalità più alte di lei, dovrà solo eseguirli senza fare domande.»
Witherwood poggia sul tavolino la valigetta e la apre; è colma di schede di memoria divise per ordine alfabetico. Il senatore ne proietta una a caso. Veloce scorre le pagine di incarti sulla Prismatek. «Abbiamo preparato un bel po’ di materiale. Ce n’è abbastanza per andarci pesante. Può stare tranquillo Scottmann, per lei sarà solo un lavoro di organizzazione.»
Witherwood gira un altro paio di pagine poi spegne l’olografia.
Trecentomila, sono una montagna di crediti. «Quando?»
Alecs risponde all’istante «Fra tre giorni. Sappiamo che il Formicaio esploderà in rivolta, le televisioni saranno tutte occupate laggiù. La nostra talpa afferma che la Prismatek è intenzionata a spostare il device. Dobbiamo agire prima che accada.»
Nella testa di Scottmann comincia a formarsi un piano d’azione; occorre una piccola squadra e un diversivo. «Cosa sapete sull’edificio in questione?»
Alecs fa cenno al connector di avvicinarsi, lui esegue; muto e obbediente come un cagnolino. «Abbastanza. La nostra talpa è riuscita persino a identificare il deposito in cui è custodita la scheda.»
Il connector proietta dagli occhi a telecamera una riproduzione grafica di un edificio Prismatek; nei piani più alti pulsa una luce verde.
Alecs afferra la mano dell’assistente, l’immagine diventa quella di un conto bancario nel DarkNet «Allora Trent, posso considerare che sei dei nostri?»
Scottmann la fa attendere qualche secondo
«Trecentomila, e un nuovo corpo per mia moglie, il migliore che avete.»
Alecs lo guarda strano, davvero strano. Ridacchia. «Perché no? Ti daremo la più bella moglie che tu abbia mai avuto.»
Scottmann prende un foglietto e una penna da una tasca interna del cappotto e ci scrive sopra l’indirizzo di un server criptato. Si alza dalla sedia e lo caccia nel taschino del connector «Digli al tuo zombie di mandare tutto il materiale qui. Quanto agli incarti…»
Witherwood alza la valigetta «Domattina un mio incaricato consegnerà il materiale in Centrale. La troverà sulla sua scrivania.»
Scottmann si lascia scappare un cenno di sorriso, una piccola task force della 979 è quello che serve; così esaltati da essere ciechi. «Molto bene signori» Scottmann fa il giro dello stanzino e sblocca la porta «Domani esaminerò il vostro caso. Per intanto buonanotte.»