Fenrad arrivò al China Express con tutta calma, a mattina inoltrata. Ad accompagnarlo c’era la sua ragazza Beatriz, una specie di immensa petroliera portoricana ricoperta da capo a piedi di paillettes argentate e tatuaggi improbabili. Oggetto di discussioni in serate di noia, a turno tutti si erano domandati quale fosse la perversa chimica che teneva unita la coppia. Mai nessuno era riuscito a fornire agli altri una risposta degna di quel nome. Erano almeno 3 settimane che non si faceva vedere.
:<<Amica mia!>> la voce di Beatriz viaggiava almeno 50 decibel più alta rispetto alla media umana. Si trascinò fuori dalla Mercedes bordeaux con il décolleté che le scappava in giro da tutte le parti, solo a fatica riuscì a trattenerlo dentro il vestito.
:<<Beatriz, ma che piacere.>> non c’era alcun finto entusiasmo nella voce di Kellybruce.
:<<Anche per me, non sai quanto! Santo cielo… >> gli occhi azzurro sintetico di Beatriz guizzarono tutt’intorno :<<Non è cambiato niente dall’ultima volta che sono stata qui.>>
Fenrad sembrava un minuscolo bambolotto imbarazzato, mezzo nascosto dietro la mole della compagna.
:<<La maledetta burocrazia sai. Servono permessi e moduli per tutto, e ogni volta veniamo rimbalzati in un nuovo ufficio.>> Kellybruce si chiese per quante volte ancora quella scusa avrebbe retto.
:<<Guarda, ti capisco tesoro. Sono dei veri delinquenti quelli, nel mio paese siamo gente semplice, ma almeno le cose funzionano bene>> in cosa Beatriz si sentisse semplice lo sapeva solo Dio.
:<<Ti fermi a darci una mano Beatriz?>> scattò subito la domanda trabocchetto.
Beatriz indietreggiò di mezzo passo, un gesto istintivo dettato dall’irrefrenabile impulsiva voglia di fuggire via :<<Oooh! Ohohoh… >> si piegò a metà e sforzò una risata :<<Vorrei tantissimo amore mio, è solo che>> ci pensò una frazione di secondo :<< È solo che ho comprato stamattina questo nuovo e bellissimo abito al mercato Sendai, non vorrei davvero rovinarlo>>
Fenrad da dietro si accese come un lampeggiante a intermittenza.
:<<Sono pure in ritardo! Pensa, c’è un rinfresco per la presentazione di una nuova boutique. Il mio capo mi ha procurato un pass e ha insistito davvero tanto perché lo accompagnassi>> a parlare con Beatriz i confini del dialogo erano sempre molto sfumati: moda, lavoro,
divertimento
e svago, non si riusciva mai a capire dove cominciasse uno e finisse l’altro.
Kellybruce rincarò la dose, gli altri della squadra si erano dispersi per il China Express in fretta e furia appena avevano visto la macchina.
:<<Sei sicura? Più tardi proviamo anche dei nuovi pezzi con il gruppo. Roba forte!>>
La petroliera emise un gemito e imbarcò acqua all’istante :<<La prossima volta mi fermo amica mia, promesso! Oggi mi tocca proprio lasciarvi soli con il mio cucciolino>> provò un’altra risata, più falsa della precedente.
Kellybruce fece spallucce, Beatriz odiava la musica dei Gehirnfrost e il metal in generale, in generale odiava la musica vera, Kelly lo sapeva benissimo :<<Ok ok, ci conto per la prossima volta allora. Sai, Fen è un bravo tecnico, ma è il pubblico quello che deve gradire>>
:<<Oh! Hai proprio ragione amore mio.>> le porte della Mercedes si aprirono automaticamente :<< Adesso devo proprio andare, ma la prossima volta mi fermo di sicuro. Prima però dammi un abbraccio!>>
Lo fece. Diede a Beatriz l’abbraccio che voleva. Dissimulò il malessere e si lasciò affogare in quell’abnorme seno al profumo di agrumi e banana.
Quando finalmente riuscì a staccarsi da Beatriz era già in apnea.
:<<Devo proprio andare!>> ripeté di nuovo :<<Cucciolo mio, non fare tardi>> Fenrad sistemò gli occhiali sul naso e annuì obbediente e silenzioso alla compagna, la sua espressione mesta parlava per lui. Ancora Beatriz si sbracciò a salutare i troopers che giravano lì intorno a distanza di sicurezza, poi finalmente tornò a incastrarsi nell’abitacolo della Mercedes. Lasciò il China Express che era quasi mezzogiorno.
:<<Scusa Kelly… >> Fenrad trovò il coraggio di parlare solo dopo che l’automobile di Beatriz ebbe girato l’angolo.
:<<Ma no, non preoccuparti tesoro! Chissenefrega se gli altri ti aspettano o sono in difficoltà, vero cucciolotto mio?>> Kellybruce scimmiottò Beatriz, imitazione che le veniva piuttosto bene.
:<<Eddai>> Fenrad ticchettava il medio e il pollice della sua mano meccanica, un residuato multifunzione di stampo Sino-sovietico, in preda agli spasmi nervosi :<<Lo sai com’è fatta Beatriz, ho dovuto accompagnarla. E poi ha insistito per portarmi fin qui. Che dovevo fare?>>
:<<Konrad… >> attese che l’altro fissasse gli occhi nei suoi :<<Vaffanculo!>>
:Kellybruce mise due dita in bocca e tirò un lungo fischio per richiamare gli altri :<<Prima o poi Beatriz capirà che questa non sarà mai un’attività commerciale. E che il suo intellettuale e sofisticato oldboy è in realtà il Runner di una gang del Wald.>>
Fenrad provò a ribattere qualcosa, ma alla fine si limitò a infilare un dito nel dolcevita per cercare di allargarne il colletto, doveva stargli parecchio stretto in quel momento.
Richiamati dal fischio i troopers arrivavano :<<Fenrad, porca puttana era ora!>> il vocione di Baymoore era grosso e cupo quanto i suoi enormi muscoli africani. Con una corsetta raggiunse Fenrad e gli mollò una sberla sulla spalla, il runner si piegò di una decina di gradi in avanti per il colpo.
Quando li ebbe tutti a raccolta Kellybruce spiegò agli altri la situazione, gli aggiornamenti di Davon lo davano in giro a zonzo per la città, i fattorini sembravano non avere alcuna meta, o forse ne avevano più di una.
:<<Quindi!>> Kellybruce battè i piedi a terra per richiamare l’attenzione di Baymoore :<<Scendiamo al Necrolyte e facciamo le domande che dobbiamo fare. Poi troviamo un modo per contattare Mr B. e lo avvertiamo che il suo ID è scoppiato. Prima però direi che mangiamo ormai, ci offri una pizza Fenrad? Per il ritardo?>>
:<<Ma che cazzo… Tra il vestito e le pizze, stamattina era meglio se stavo a letto. Se pago le pizze è pace fatta? Intendo, archiviamo questa cartella per sempre?>>
Kellybruce annuì e gli allungò la mano. Gli sorrise.
Siamo una squadra Konrad Fenermann. O tutti o nessuno, per tutti o per nessuno.
Ordinarono al Cosa Nostra Pizza, un franchise di junkfood mafio-americano sulla Transit B-16. L’ordine venne evaso da un galoppino in canotta tutto piastrellato di gel, tatuaggi e crack. Appena 17 minuti e 39 secondi, un tempo record che costrinse Fenrad a sganciargli anche una copiosa mancia.
Quando aprì il cartone la pizza fumava, e c’era davvero un retrodore di mafia nascosto in quei vapori, lo stesso che aveva percepito fra la colonia del pizza-boy. Kellybruce inspirò ancora una volta la fragranza fresca e genuina del pomodoro, vero odore d’Italia.