S03E01 – FATE NUVOLE E VELENI (pt4)

Il muletto uscì dal magazzino laterale con un rumoroso scossone. La cassa ancorata sulle forche magnetiche ondeggiò un paio di volte prima di assestarsi, Faerie si era sistemata proprio sopra di essa e la cavalcava come un moderno pirata in mezzo alla burrasca :<<Cloud!>> il fratello si girò nella sua direzione con uno scatto meccanico :<<Apri il portellone dietro Cloud. Dai che andiamo!>>
Il giapponese in risposta al richiamo alzò le braccia al cielo, come se volesse recitare una specie di preghiera. Sotto la camicia azzurrina le scapole si disallinearono e riposizionarono con un movimento anomalo, dal basso verso l’alto. Per alcuni istanti restò catatonico in quella posizione, con la bocca aperta a metà e lo sguardo smarrito.
Kellybruce ebbe la sensazione che il giapponese avesse provato a trasformare il pensiero in parole e suoni, ma che non vi fosse riuscito fino in fondo. Poi un brivido lo scosse da capo a piedi, Cloud si riprese, e come se nulla fosse si diresse a dare una mano.
Nikitasan restò a fissarlo in un misto fra il gelo e l’incanto, la pistola appoggiata lungo i fianchi. Solo allora Kellybruce notò i sottili filamenti led sulla canna della modello 31 accesi di un rosso brillante. D’istinto fece un passo in avanti e andò a mettersi proprio di fronte a Nikitasan, la cresta in qualche modo compensava la differenza di altezza fra le due. Con quella semplice mossa tagliò la linea di vista sull’arma ai due fattorini :<<Niky, la situazione è già abbastanza complicata. Puoi mettere la sicura a quella cazzo di arma? Magari prima che se ne accorgano?>> mantenne la voce bassa, ma il tono era di puro rimprovero.
Nikitasan guardò la pistola nella sua mano con una punta di perplessità e si affrettò a fare quanto le era stato detto :<<Scusami Kelly, è solo che…>> arricciò il naso schifata in direzione di Cloud :<<Quello non è a posto. Hai visto come ci guardava? E cos’ha appena fatto? È inquietante cazzo.>> le strisce LED tornarono gialle. Kellybruce si rese subito conto che c’era mancato davvero poco, sarebbe bastato che uno dei due si accorgesse del gesto inconsulto di Nikitasan per scatenare la tragedia.
Sentì la tensione martellarle dritta nella bocca della stomaco, li aveva visti in azione quei due, merda se li aveva visti. Sapeva benissimo che se fosse successo qualcosa di storto avrebbero dovuto pagare un tributo. L’idea arrivò di colpo, proprio lì, mentre si specchiava negli occhi scuri della sorella :<<Niky non dobbiamo perdere la testa, mi raccomando. Fenrad ha chiesto di guadagnare tempo finché indaga nelle mail, ma non voglio tenere qui questi due, a curiosare nei nostri affari. Cerca Davon, digli di uscire dal retro, di mettersi in strada e seguire il furgone. Almeno sapremo dove sono diretti.>> Nikitasan le fece un occhiolino e si girò per andarsene ma Kellybruce l’afferrò per una spalla voltandola :<<Digli di stare attento e non fare cazzate. Sono pericolosi.>> Nikitasan annuì di nuovo e partì.
Davon ancora non si era fatto vedere. Per lui non sarebbe stato complicato seguirli senza farsi notare.
Si era ormai arresa all’idea di dover dare una mano con il carico, quando una vibrazione dell’auricolare annunciò che Fenrad era tornato in linea
:<<Eccomi Kelly. Puoi parlare? È tutto a posto?>>la voce del Runner si era ridotta a un bisbiglio, e non era certo per paura di Faerie e Cloud, ma piuttosto di Beatriz.
Il siparietto fra Baymoore e Faerie nel frattempo era cresciuto d’intensità, evolvendo in qualcosa di molto simile a un flirt. Guardò Baymoore gongolare intorno al corpicino di Faerie come un grosso gorilla arrapato :<<Si tranquillo>> scosse la testa :<<La stiamo gestendo. Hai fatto?>>
:<<Si ho fatto! È stato davvero facile! Escludendo il fatto che dovrò riordinare l’HomeController prima che Bea si svegli. Va beh, ho controllato la mail e in effetti ho trovato un’anomalia.>>
Il cuore di Kelly accelerò il battito, Fenrad riprese :<<Ho fatto un’indagine incrociata fra questa mail e quelle precedenti. Anche se tutte hanno un codice di invio uguale, il codice sequenziale risulta desincronizzato>>. Kellybruce attese che il Runner procedesse con la spiegazione, sentiva dall’altra parte le dita di Fenrad battere sui tasti a un ritmo frenetico. Dopo qualche secondo di rumori di fondo si costrinse a mandare giù un impreco, Fenrad non era intenzionato ad aggiungere altro, aveva concluso così la sua spiegazione.
:<<Ma che Diavolo significa Fen?>> Kellybruce fu costretta a trattenersi per evitare di sprofondare verso un loop di maledizioni. Le parole del Runner dicevano tutto e niente, come al solito.
Fenrad tirò un sospiro annoiato :<<Ti sto dicendo che hai ragione Kelly. La mail non arriva dal nostro solito cliente, ma piuttosto da qualcuno che ha provato a farsi passare per lui. Hai capito ora?>>
Il muletto depositò la cassa nel vano del furgone, le sospensioni sfiatarono per calibrarsi sul nuovo peso con un fischio.
Quanto detestava avere sempre ragione, soprattutto quando le cose si mettevano male. Annuì:<<Come immaginavo. Noi siamo qui, raggiungici appena puoi.>> Kelly chiuse la chiamata. Almeno ora aveva una certezza.
Tirò fuori il wallet per il deposito crediti dalla tasca dell’impermeabile e si avvicinò al gruppetto tenendolo ben stretto nel pugno :<<Andiamo ragazzina!>> richiamò l’attenzione della giapponese.
Faerie smise di parlare con Baymoore e si girò verso di lei con la chiara intenzione di fulminarla con gli occhi. Kellybruce ignorò l’occhiataccia e andò dritta al punto :<<È ora di saldare il conto.>> si lasciò sfuggire un certo sorrisetto. Maligno.
Salirono in ufficio senza dirsi una parola, non era necessario. Le accolse il solito puzzo di polvere stantia, e di componentistica hardware bruciacchiati. I frantumi plastici del gabbiotto antincendio erano ancora sparsi a terra, dove li aveva lasciati. Faerie li notò appena entrata :<< È da lì che hai recuperato quella specie di… Arma di carnevale?>> teneva l’indice puntato sui rimasugli trasparenti con il palmo rivolto verso l’alto, il tono di voce sprezzante e altezzoso.
Ti credi furba eh? Lo vedremo alla fine quanto lo sei.
Schiacciò sul touchscreen del wallet così forte che i cristalli liquidi scricchiolarono per la pressione. Prese fiato un secondo, alzò gli occhi dal monitor e gettò un’occhiata obliqua a Faerie :<<Fai troppe domande ragazzina Ti ho detto di smetterla.>>
Faerie schioccò la lingua sul palato e le si parò davanti con le braccia incrociate sul petto e uno sguardo di sfida :<<Sei davvero antipatica Kellybruce Laika. C’è qualche problema per caso?>>
Kelly sentì un brivido gelido risalirle su per la schiena per poi esploderle in testa come un allarme a ultrasuoni.
Come cazzo fa a conoscere il mio nome? Chi glielo ha detto? Che altro sanno su di noi?
Non rispose, passò il wallet e lasciò che Faerie completasse la transazione in silenzio. Si morse l’interno del labbro finché non sentì in bocca il gusto del sangue. In un colpo solo Faerie l’aveva prima spiazzata, e poi denudata dei suoi segreti.
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