S01E06 – HYPER-RAIL (pt1)

L’Hyper-Rail era una delle tante meraviglie tecnologiche di Berlino2, un prototipo sperimentale unico al mondo, destinato nel momento in cui era stato concepito ad un futuro mezzo di collegamento fra le diverse colonie sulla superficie lunare. Si trattava di un tunnel sopraelevato capace di sprigionare una poderosa spinta magnetica che unita alla gravità assente permetteva al treno contenuto al suo interno di fluttuare alla velocità di un proiettile senza neppure avere un sistema di propulsione proprio. Era innovativo anche il sistema di fermata in quanto il treno non rallentava mai, una serie di tre campi magnetici opposti lo tratteneva durante lo stop alle stazioni, finita la sosta questi venivano semplicemente rimossi e il treno nel giro di pochi metri era di nuovo a piena velocità . Con un percorso da compiere in poco meno di 30 minuti seguendo tutto il diametro esterno della città, e la lunghissima scia dorata prodotta da un elaborato sistema di luci e micro polveri sistemato sulla coda del treno, dava l’impressione di essere un aureola posta sulla testa di Berlino2. L’Hyper-Rail era il simbolo della rinascita della città e della nuova umanità che l’abitava, una popolazione completamente lanciata verso il futuro, così lontana ormai dall’energia nucleare e dagli orrori che aveva portato. Purtroppo però quel binario aveva anche altri significati, e implicitamente era anche il simbolo dello strapotere delle 4 corporazioni che gestivano le stazioni e le porte cittadine, del loro imperialismo, e dei loro tentacolari interessi che lambivano dall’alto le strade e i palazzi aristocratici di SponsorCity.
Catherine si trovava al limitare della porta Ovest, quella di competenza della SolarSea, infatti quando girò l’angolo alla sua sinistra si trovò l’enorme complesso praticamente di fronte. La gigantesca piattaforma costruita a cavallo della Wes-Os Autobahn, la superstrada a 8 corsie che tagliava a metà Berlino2 da est a ovest, era alta quanto i grattacieli che la circondavano, sopra di essa trovavano spazio una serie palazzi molto seri e squadrati, sistemati a semicerchio come fossero una specie di piccola cittadella, il logo illuminato di un Sole rosso tagliato da un onda bianca era visibile a chilometri di distanza sull’imponente edificio principale. Una serie di ulteriori costruzioni più piccole che a Catherine ricordavano tanto dei grappoli d’uva era appeso sotto la piattaforma stessa, queste erano state aggiunte recentemente, e ospitavano tutta una serie di ristoranti e attrazioni turistiche. Il traffico era calmo ma costante e parecchia gente era in giro per strada, quella era una zonaH24 e quindi non soggetta a limitazioni. Quella delle limitazioni orarie era stata una trovata del sindaco per cercare di rendere la città accessibile a tutti e molto più facile da controllare, in sostanza aveva diviso i vari quartieri in diurni o notturni, in questa maniera chi lavorava di giorno poteva dormire di notte e viceversa, le zone H24 invece erano invece sempre aperte a causa della loro importanza, come per esempio le porte cittadine, le arterie principali e Alexanderplatz, oppure erano diventate H24 grazie a speciali concessioni, come il quartiere Wald o la zona universitaria.
Di nuovo Catherine sembrò assumere una forma quasi eterea mentre camminava lungo il marciapiede evitando e scansando agilmente gli umani e i robot che sostavano fuori dai locali lungo la via. Un androide macilento quasi quanto il cappello che aveva messo a terra stava suonando e cantando un motivo con una vecchia chitarra storica, una di quelle in legno che funzionavano senza elettricità, e aveva attirato un discreto numero di persone intorno a sé, Catherine era sicura di conoscere quella canzone, a lei piacevano tanto i pezzi storici, ma non fu in grado di arrivare al nome del brano. Certo avrebbe potuto usare il CyBrain per riconoscerlo, ma per sfida rinunciò, le sarebbe venuto in mente da solo, al momento opportuno. Buttò un paio di crediti nel cappello del suonatore e si affrettò verso la stazione che ormai si trovava praticamente sopra di lei. Un mastodontico blindato della polizia era fermo sul lato opposto della carreggiata sotto un grosso ologramma informativo di sembianze umane che continuava a gesticolare indicando porte o divieti, per fortuna era parecchio distante e non poteva sentirlo, con la coda dell’occhio ebbe il tempo di vedere altri due mezzi della polizia attraversare lentamente le porte cittadine, svoltare a destra e sparire oltre l’arco fuori dalla linea di vista, con tutta probabilità si stavano dirigendo nel Formicaio. Trovò un ascensore libero in pochi secondi, e in altrettanto tempo arrivò sulla sommità della piattaforma dentro la stazione. Una serie di megaschermi disseminati più o meno ovunque stava trasmettendo una sorta di documentario sulla terraformazione e la colonizzazione di Marte, mostrando orgogliosamente tutti i progetti e le nuove tecnologie per la creazione di impianti agricoli sull’arido suolo marziano, tutto made in SolarSea, ovviamente. Avrebbe voluto mangiare qualcosa, c’era un buon odore di cibo alla piastra nell’aria, in realtà avrebbe voluto un tacos della catena Arandas, i suoi preferiti di sempre, ma guardando uno dei tanti timer si accorse che mancava un minuto scarso all’arrivo del treno, quindi si affrettò verso l’Hyper-Rail, avrebbe mangiato alla stazione della CY CORE, direttamente a Berlino2 Est.
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